Anarchia, Democrazia diretta e Democrazia Liquida. Un po’ di Teoria. Forse un po’ di Marketing.

« Molte forme di governo sono state sperimentate e saranno sperimentate in questo mondo di peccato e di dolore. Nessuno ha la pretesa che la democrazia sia perfetta o onnisciente. Infatti, è stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo ad eccezione di tutte le altre forme che sono state sperimentate di volta in volta. »

Studi recenti di economisti e matematici mostrano come la democrazia non sia qualcosa di compiuto e ben definito, come si tende a credere nel senso comune. In effetti un approccio filosofico tende a considerare la democrazia un concetto intrinsecamente imperfetto.[

Diventa importante confrontarsi con i modelli e con le teorie politiche. E’ importante anche per fare chiarezza su alcuni modelli partecipativi e liquidi. Perchè liquida è quella sostanza che maggiormente si adatta al contenitore…

Riportiamo alcuni spunti riguardanti l’ anarchia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Anarchia

Come in introduzione, anarchia deriva da termine greco che si può tradurre con “senza governante” (α-(a-) significa “senza” [alfa privativa], la radice αρχή- (archè) può essere tradotta con “governo“, anche se il significato specifico sarebbe “comando”, “ordine”, “potere”).

Dall’ancestrale uso dispregiativo di caos, assenza di armonia, utilizzata in parte anche da William Godwin, oggi ritenuto il primo pensatore anarchico, si giunse, proprio da parte di Godwin ad una tale contrapposizione con il concetto di ordine governativo costituito che fu in grado di rivalutarne il significato politico. Gli anarchici attribuiscono a questo termine il significato di un nuovo ordine antigerarchico che si contrappone al caos selvaggio dell’autorità, un tipo di società basato sull’orizzontalità che crea armonia. Il primo a utilizzare la parola anarchia in tal senso fu Pierre-Joseph Proudhon

Gli anarchici prendono le decisioni comuni in maniera assembleare. Nelle assemblee anarchiche si mira a raggiungere l’unanimità su ogni decisione (sebbene in alcune circostanze delicate ed urgenti anche gli anarchici abbiano talvolta votato a maggioranza). Ogni individuo ha diritto di voto, ma le dinamiche che naturalmente ed inevitabilmente si creano in un gruppo libertario portano ognuno a utilizzare questo diritto solo quando è necessario. Unanimità non significa essere tutti completamente d’accordo su qualcosa, ma trovare una sintesi tra le varie posizioni che non prevarichi nessuno. La maggioranza non ha dunque alcun potere sulle minoranze. È inoltre fondamentale l’orizzontalità del gruppo, cioè l’assenza di gerarchie.

Riportiamo invece la definizione di democrazia. Mettiamo l’ accento sulla democrazia diretta :

http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia

  • Nella democrazia diretta il potere è esercitato direttamente dal popolo, come avveniva nell’antica Grecia, dove i cittadini (esclusi naturalmente gli schiavi) si riunivano nell’Agorà (oggi la piazza).

  • Nella democrazia indiretta il potere è esercitato da rappresentanti eletti dal popolo (il parlamento). L’ Italia è una repubblica parlamentare (quindi a democrazia indiretta) che usa come unici strumenti di democrazia diretta il referendum, l’ iniziativa popolare e la petizione popolare.

Esistono delle forme attigue fra alcuni movimenti internet e la democrazia diretta, ma anche con l’ ideale di Anarchia (anche se diventa difficile classificare nella forte stratificazione dell’ uso che si fa di questo termine).

Anche per la terminologia usata per il non-statuto (http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf), che richiamano più l’ Anarchia che non la Democrazia Diretta.

Riportiamo per esempio un articolo di giornale :

Ormai completamente folgorato dai deliri di Casaleggio, il giornalista del Guardian lo descrive come un’«eminenza grigia» con «poteri magici» e lo associa a Julian Assange, «per la sua abilità di interpretare l’impatto che ha internet nella società, con un’aria di ingenuità quasi fanciullesca».
Dipinto come a lui piace, «un visionario», elenca ciò che rappresenta il movimento. «È un modo nuovo di democrazia per eliminare le barriere tra i cittadini e lo Stato».

I movimenti su Internet hanno molte caratteristiche positive. La partecipazione del cittadino è positiva di per sè, perchè permette una maggiore informazione e quindi una democrazia più adeguata.

Queste forme nuove vanno analizzate però tenendo a mente che le regole del potere sono sempre le stesse. Con analisi obiettiva e critica, ma determinata.

Diventa quindi importante classificare ed informarsi con un punto di vista quanto mai neutro.

Possibili classificazioni sulle origine del finanziamento delle iniziative :

1) Modeli che nascono dietro ad iniziative di Partiti tradizionali.

2) Modello che si basa sul finanziamento da ricavi di pubblicità.

3) Modello che si basa su donazioni consapevoli.

4) Altri finanziamenti.

In realtà il confine fra libertà e manipolazione è molto labile. Come pure fra informazione e disinformazione.

Porsi domande sui movimenti e sulla teoria alla base della democrazia diventa particolarmente importante.

Il cittadino deve essere informato per potere affrontare una libera scelta.

Nella politica però si tendono ad utilizzare tecniche mediate dal marketing. Forma invece che sostanza.

Il cittadino quindi può trasformarsi inconsapevolmente in consumatore di politica.

La deriva fra attore e consumatore è anche in questo caso sottile e labile. E questa linea sottile ha a nostro parere una barriera che è data dai contenuti.

Partiranno molte iniziative di democrazia liquida, partecipativa o come vogliamo chiamarla. Questo è quello che chiede a voce il cittadino. Di partecipare. Di rinnovare.

Vedremo nel corso del tempo il successo di queste iniziative.

Riteniamo che avranno più successo e maggiore persistenza nel tempo, le iniziative che sapranno dimenticare il marketing (cioè la vendita del prodotto che si ha a catalogo) a favore di quelle che sapranno progettare e veicolare le istanze vere dei cittadini (se vogliamo una forma di crowd marketing, cioè un marketing strategico politico determinato dai cittadini stessi).

Attenzione però che fra marketing e democrazia il confine è labile (soprattutto nelle forme più recenti), ma la separazione è soprattutto culturale ed etica (quindi insormontabile).

La democrazia e la libertà sono quindi la ricerca di se stesso contro ogni forma di controllo e di strumentalizzazione. Un orizzonte quindi personale ed un approccio sopratutto verso se stessi.

Internet è quindi uno strumento potente per completare questo percorso. Con la massima attenzione verso ogni forma di strumentalizzazione.

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Proposta di legge per la trasparenza

Riportiamo una proposta per un decreto legge. Da quello che ci risulta il governo non ha dato seguito a questa proposta.

http://www.agendamonti.eu/?p=62

Il sito di riferimento non è quello l’ agenda Monti di cui si è parlato negli ultimo giorni. Ma fa parte di un convegno del PD proprio sulla famosa Agenda Monti e risalente a Settembre.

La proposta potrebbe essere onerosa per l’ amministrazione pubblica (anche se nel lungo periodo dovrebbe portare maggiore efficienza complessiva, anche senza contare le ricadute sul capitolo riduzione corruzione). Il punto 3 dell’ articolo 2 (sito Web) dovrebbe essere centralizzato per creare efficienza e standard comuni di esposizione dei dati.

L’ articolo 4 dovrebbe essere abolito o riformulato, per evitare carico amministrativo al personale della pubblica amministrazione. Deve essere inoltre data tracciatura all’ accessibilità delle informazioni, per evitare abuso da parte del richiedente.

Si riporta la proposta del decreto legge. Tutto è perfettibile ed anche dal punto di vista dell’ organizzazione pubblica, si possono introdurre dei miglioramenti. Ma è una ottima base di partenza.

DECRETO-LEGGE

Misure urgenti per la trasparenza totale delle amministrazioni pubbliche,
dell’amministrazione dei partiti e dei gruppi parlamentari,
nonché per l’attivazione del controllo diretto di esse da parte della cittadinanza

Articolo 1. – Accessibilità totale dei documenti amministrativi
1. In attuazione della Convenzione sull’accesso ai documenti ufficiali, approvata il 18 giugno 2009 dal Consiglio d’Europa, la Repubblica attribuisce a chiunque il diritto di avere accesso ai documenti amministrativi, senza riguardo ai motivi o alle intenzioni per cui li richiede.

Articolo 2. – Pubblicazione on line dei documenti inerenti a qualsiasi spesa pubblica o compiuta sulla base di finanziamento pubblico
1. Le attività e i compiti di qualsiasi soggetto o struttura operante nell’ambito di qualsiasi amministrazione pubblica, ivi comprese le amministrazioni di Senato e Camera dei Deputati, della Corte costituzionale, del Consiglio Superiore della Magistratura e del Cnel, sono assoggettati al regime di pubblicità, trasparenza e libero accesso disposto dal presente articolo.
2. Le stesse regole contenute in questo articolo si applicano alle amministrazioni dei gruppi parlamentari e dei gruppi consiliari regionali, provinciali e comunali, nonché alle amministrazioni dei partiti che fruiscono di rimborsi elettorali.

3. Ciascuna delle amministrazioni di cui ai commi 1 e 2 deve essere dotata di un sito Internet, che dia facile e non condizionato accesso a una sezione nella quale siano immediatamente reperibili i documenti e le informazioni che seguono:

a) quanto alle amministrazioni pubbliche, tutti i provvedimenti di spesa, assunti a qualsiasi titolo, i mandati di pagamento, gli atti e i contratti di cui i mandati stessi costituiscono adempimento, con specifica indicazione dell’importo della spesa, del suo motivo, nonché del nome, sede o residenza del soggetto percipiente;

b) quanto alle amministrazioni dei gruppi parlamentari o consiliari, nonché alle amministrazioni dei partiti che fruiscono di rimborsi elettorali, per ogni spesa effettuata

I. un documento recante l’indicazione dell’importo della spesa, del suo motivo, nonché del nome, sede o residenza del soggetto percipiente;

II. copia dell’eventuale contratto di cui la spesa costituisca adempimento, nonché della fattura o scontrino fiscale relativo.

4. I documenti di cui alla lettere a del comma precedente devono essere pubblicati in rete contestualmente all’effettuazione della spesa; quelli di cui alla lettera b entro 48 ore dall’effettuazione della spesa. I provvedimenti e gli atti di cui alla lettera a, adottati a qualsiasi titolo, acquistano efficacia nei confronti di ciascun destinatario con la pubblicazione sul sito istituzionale dell’amministrazione. In calce al documento originale recante il provvedimento, il responsabile del procedimento o i firmatari dell’atto annotano la data di pubblicazione sul sito istituzionale.
5. La mancata pubblicazione di uno degli atti o documenti di cui ai commi 3 e 4 nel termine ivi previsto è punita con un’ammenda, a carico del soggetto che ha compiuto l’atto o sottoscritto il documento in qualità di rappresentante dell’amministrazione pubblica, pari all’1 per mille del valore del contratto o dell’entità del pagamento di cui alle lettere a o b del comma 3 per ogni giorno di ritardo fino a un massimo di 90 giorni e fino a un importo massimo di 18.000 euro. La sanzione è irrogata dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche. Per tutti gli altri atti o documenti la stessa Commissione irroga l’ammenda da 10 a 150 euro per ogni giorno di ritardo fino a un massimo di 60 giorni. Nel caso di pubblicazione incompleta, le sanzioni irrogate a norma del presente comma sono ridotte in relazione all’entità del difetto di completezza. L’importo derivante dalle sanzioni viene assegnato al bilancio della Commissione che lo impiega in attività di promozione della trasparenza amministrativa e verifica del rispetto delle norme in materia di trasparenza di cui alla presente legge e di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150.
6. Chi abbia compiuto atti che non siano stati pubblicati nel sito istituzionale dell’amministrazione o del gruppo o partito politico nei termini stabiliti in questo articolo ne risponde per i danni che ne derivino allo Stato o a terzi.

Articolo 3. – Norme volte ad assicurare l’accessibilità non condizionata dei documenti delle amministrazioni
1. In attuazione di quanto disposto dall’articolo 1, le disposizioni qui indicate della legge 7 agosto 1990 n.241 e successive modifiche ed integrazioni sono modificate come segue:

‑ all’art. 22 comma 1 lett. a sono soppresse le parole “degli interessati”;

‑ all’art. 22, comma 1 è soppressa l’intera lett. b;

‑ all’art. 24 comma 1 sono soppresse le lettere b e c;

‑ l’art. 24 comma 3 è soppresso;

‑ all’art.24 comma 6 è soppressa la lettera b;

‑ all’art. 24 comma 6 lett. b sono soppresse le parole “finanziario, industriale e commerciale”;

‑ l’art. 24 comma 7 è soppresso;

‑ l’art. 25 comma 2 è soppresso;

‑ all’art. 25 comma 1 è soppresso l’inciso “salve le disposizioni in materia di bollo nonché i diritti di ricerca e di visura”.

2. Le misure di pubblicità e le condizioni di efficacia degli atti previste dal d.lgs. 22 agosto 2012 n. 83 si estendono a tutti i documenti amministrativi comunque protocollati in entrata ed in uscita da un ufficio pubblico, nonché a tutti gli atti endoprocedurali che formalizzino una fase dell’esercizio di una funzione.

Articolo 4 – Forme di adempimento dell’obbligo di consentire l’accesso ai documenti da parte delle amministrazioni
1. L’amministrazione cui venga rivolta la richiesta di accesso a un documento determinato può adempiere l’obbligo di consentire l’accesso mediante consegna all’interessato di fotocopia su carta del documento stesso, oppure mediante invio per posta elettronica all’indirizzo indicato dalla persona richiedente della fotocopia digitalizzata del documento, oppure mediante pubblicazione on line dello stesso, a norma del comma.
2. La richiesta deve essere adempiuta entro sette giorni dalla presentazione.
3. Nel sito di cui al comma 3 dell’articolo 2 deve essere istituita una apposita sezione, nella quale verranno posti a disposizione del pubblico i documenti in relazione ai quali sia stata presentata una domanda di accesso e per i quali l’amministrazione abbia scelto questa forma di ostensione. La persona richiedente può chiedere che il documento sia reso accessibile in rete e in tal caso la pubblicazione in rete deve essere comunque effettuata a cura dell’amministrazione entro sette giorni dalla richiesta.
4. Quando il documento sia particolarmente voluminoso, il costo della fotocopiatura o digitalizzazione, determinato secondo i criteri prestabiliti mediante decreto ministeriale, può essere addebitato al richiedente. In tal caso il termine di sette giorni di cui al comma 2 è aumentato a un mese.
5. L’amministrazione cui venga rivolta la richiesta di accesso a un insieme di documenti inerenti a una determinata materia, che non siano già disponibili in rete, adotta le misure ragionevolmente necessarie al fine di contemperare il diritto all’accesso con l’esigenza di ordinata conservazione dei documenti in questione e con la necessità di evitare intralci alla funzionalità degli uffici.

Articolo 5. – Trasparenza dell’attività di chi ricopre una carica elettiva
1. I regolamenti di ciascun ramo del Parlamento, Consiglio regionale, provinciale o comunale, e Consiglio Superiore della Magistratura stabiliscono le modalità con le quali i membri di questi organi collegiali dovranno pubblicare in rete preventivamente gli incontri con qualsiasi portatore di legittimi interessi, nonché i doni od omaggi di valore superiore a 50 euro ricevuti da questi ultimi. Gli stessi regolamenti stabiliscono le sanzioni che colpiscono l’inadempimento.

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INPS. Pensioni indebitamente riscosse

http://www.lastampa.it/2013/01/01/italia/cronache/pensioni-ai-morti-denunciati-euVTE6ruFq0C61KsNjrztO/pagina.html

Nel 2012 e con tutte le tecnologie a disposizione, non devono accadere episodi di questo tipo.

L’ anagrafe di tutti i comuni dovrebbe essere in tempo reale collegata con l’ Inps, per aggiornare immediatamente la pagabilità delle pensioni ai defunti.

In una cultura di crescente miglioramento pubblico, certi elementi dovrebbero essere misurati e comportare sanzioni a carico dell’ amministratore pubblico inadempiente, come pure riconoscimenti alle amministrazioni pubbliche più virtuose.

Tutti questi omessi controlli e ritardi sono stimolo per truffe ed evasioni.

Speriamo che il 2013 ci porti notizie di miglioramenti organizzativi sempre più efficaci ed utili.

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Caso di Studio : Expo 2015. Passato, presente, futuro.

E quando la fatal prora d’Enea
per tanto mar la foce tua cercò,…

La sineddoche è una figura retorica che consiste nell’uso, in senso figurato, di una parola al posto di un’altra mediante l’ampliamento o la restrizione del senso.

Per esempio “scafo” al posto di “nave”.

L’ Expo 2015 è quindi la sineddoche dell’ Italia di oggi. La parte che rappresenta il tutto.

Esiste un libro ad opera di Alessia Gallione che illustra la cronistoria dell’ Expo : “Dossier Expo”. E’ un libro di circa 300 pagine, di facile lettura.

Il sito ufficiale dell’ Expo 2015 è all’ indirizzo http://www.expo2015.org/.

Il Passato.

Esistono molteplici riflessioni che possono essere fatte sull’ Expo 2015, partendo dalle riflessioni del libro di Alessia Gallione.

Almeno 230 pagine del libro (non per colpa dell’ autore) trattano dell’ assegnazione dei terreni. Burocrazia, veti incrociati, interessi di parte, orgoglio, circoli, ecc. ecc. fanno si che uno degli eventi più importanti che ospiterà l’ Italia nei prossimi anni, si è ridotto per un biennio (2009 – 2011) a discussione sui terreni che dovranno ospitare la manifestazione.

Il passato è quindi rappresentato dal peggiore teatrino della politica (diciamo pure di tutta la classe dirigente) che guarda il dito delle opportunità dei terreni e non vede la luna di cavalcare un evento mondiale.

Pragmatici fino in fondo, diciamo : siamo caduti così in basso che non è possibile pensare all’ interesse di bottega ed alle nuove generazioni allo stesso tempo ?

Nella determinazione dei terreni, si è messo in pista tutto il localismo di cui siamo capaci.

Ugualmente i timori di infiltrazione di aziende mafiose negli appalti dell’ Expo sono stati confermati dalla magistratura. Sembra quasi (ed è) che non si riesca a fare una attività senza prevedere l’ infiltrazione di interessi mafiosi come corollario inquietante ma imprescindibile.

Il rapporto fra Regione, Comune, Provincia e Stato è una storia di rapporti e scontri fra partiti, fra correnti, fra visioni alte e basse, fra localismi e personalismi.

Interessante anche l’ ormai obsoleto tema del coinvolgimento della Protezione Civile, nei grandi eventi. Ormai storia sommersa dai processi.

Come pure, spunto di riflessione sapere (e chi non sapeva già) che le decisioni più importanti degli ultimi anni sono state prese nella villa di Arcore e non nelle opportune sedi istituzionali.

Inquietante il fatto che parte dei terreni dell’ Expo risultano inquinati. In questa Italia non si sa mai se le rassicurazioni sono reali o esse stesse pilotate da interessi di parte.

Leggere le vicende dell’ Expo è come rileggere la storia d’ Italia degli ultimi vent’ anni. Politica, cemento, mafia, personalismi, il vuoto.

Si potesse tornare indietro forse sarebbe stato meglio non mettersi in questa avventura. Non la meritiamo e forse non la meriteremo. Recentemente il governo nazionale ha rinunciato ad una candidatura sulle olimpiadi. Si poteva fare anche allora per l’ Expo.

Presente.

Uscire dall’ Expo 2015, ad oggi costerebbe circa 50 Milioni di Euro. In aggiunta ai soldi già spesi per la sola organizzazione ed ai soldi per l’ acquisizione dei terreni.

Expo 2015 è un asset e come tale deve essere valorizzato.

Abbiamo fatto una analisi del sito dell’ Expo (http://www.expo2015.org/). Ben strutturato dal punto di vista tecnico (anche se molto tradizionale) manca totalmente di spunti reali di approfondimento.

Leggiamo, dalle cronache, aspetti collegati al rapporto fra l’ idea fondante di Boeri (Orto Planetario), interessante ma poco appetibile alle masse, e l’ argomento Smart City, così di moda, appetibile per gli sponsor. Come costruire steccati, bandiere idelogiche, brand e fare diventare questi dei limiti invalicabili per le nostre percezioni. Non un problema di soldi. Ma un problema di cultura. Di bassa capacità di superare le divisioni e cercare idee nuove e che possano costituire una base di partenza per nuove associazioni. (http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/12/05/il-piano-expo-cambia-ancora-tagli-alle.html)

Diviene interessante capire di più della parte digitale (http://www.expo2015.org/e015). La tanto decantata innovazione che tanto fa piacere alla politica e che in Italia è indietro di circa 10 anni e che potenzialmente fa sorridere di fronte a quello che i giganti Apple, Microsoft e Google stanno facendo per rivoluzionare la nostra vita.

Il tema dell’ Expo (http://www.expo2015.org/il-tema) e il suo sviluppo (alla data) sembra relativamente povero di idee, prospettive, coinvolgimento. Sembra che tutto sia ancora da fare. Ma il tempo non è molto.

Passato e presente si fondano in una logica di piccolo cabotaggio. Sonnacchioso vivere. Idee buone ma con pochi soldi. Trotterellare in attesa di che cosa ?

Futuro.

Il futuro non lo scriviamo noi e vedremo cosa riserverà per noi.

Crisi viene dal greco “scelta”. Siamo di fronte a delle scelte. Dietro ogni cosa vediamo delle grossissime opportunità.

L’ Expo è il più grande evento che l’ Italia ospiterà nei prossimi anni. Una opportunità inestimabile per noi, per le nuove generazioni, per le nuove idee.

Il tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” si adatta alle sfide del futuro. Le sfide che dobbiamo correre, non guardando più al dito, ma alla luna.

L’ Expo di Parigi della fine del 1800, si è caratterizzato per una opera provvisoria, che alla fine non è stata smontata. La Torre Eiffel. Un caso. Ma La Torre Eiffel non è ferro o acciaio (http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_Eiffel).

Inizialmente ad Eiffel era stato concesso di lasciare in piedi la Torre per 20 anni, ma vista la grande utilità di questa struttura sia a causa del grande sviluppo che in quegli anni ebbero le comunicazioni via etere sia come laboratorio per studi scientifici, le fu permesso di restare anche per le generazioni future.

Quando fu costruita, si registrò una certa resistenza da parte del pubblico, in quanto si pensava che sarebbe stata una struttura poco valida esteticamente (ancora oggi è poco apprezzata da alcuni parigini, che la chiamano l'”asparago di ferro”). Tra l’altro, nel 1909 la Torre Eiffel rischiò di essere demolita perché contestata dall’élite artistica e letteraria della città; fu risparmiata solamente perché si rivelò una piattaforma ideale per le antenne di trasmissione necessarie alla nuova scienza della radiotelegrafia. Tuttavia è generalmente considerata uno degli esempi di arte in architettura più straordinari e costituisce indiscutibilmente uno dei simboli di Parigi più rappresentativi nel mondo ed è stata proposta per le sette meraviglie del mondo moderno.

Il mondo sta cambiando. Alle cose (al ferro) si stanno sostituendo le idee. Il social. Il network. Le sfide del futuro e le ricchezze sono collegate all’ immaterialità. Al brand. Ma ancora di più alle reti (fisiche, immateriali, di idee).  Google per esempio è nota perchè appare tutti i giorni sul proprio computer e non per la sede, per le persone che la dirigono. Quella stessa immaterialità che ha portato 324 metri di ferro e bulloni ad essere il simbolo più conosciuto di Francia. Tutto a partire dall’ Expo del 1889.

L’ Italia, non solo Milano, ha grandi possibilità di tramutare una sconfitta in una vittoria. Deve solo giocare la partita. Perchè la partita è molto più ampia di quello che sembra. Non stiamo parlando solo dell’ Expo del 2015. Dietro ogni piccola partita si nasconde la nostra capacità o incapacità di vivere il futuro. Di riappropriarci della nostra cultura e delle nostre capacità.

“Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, quale migliore sfida culturale fra sviluppo, ed ecocompatibilità.

Smart City è un concetto vecchio, datato. Quelle mode futuribili che sanno ormai di vecchio e stantio in un mondo che corre più delle nostre menti.

La sfida si gioca sullo Smart Enviroment. Il rapporto fra città e campagna. Fra sviluppo ed ambiente. Fra tecnologia ed Uomo. Fra steccati e praterie.

Non possiamo ridurre l’ Expo ad un clichè alimentare. Si riportano, in calce, alcuni articoli che testimoniano che la deriva è dietro l’ angolo. Seppure non possiamo scartare ogni ricaduta piacente e da bere.

Alberto Forchielli, grande esporto di Asia ed in particolare di Cina  (http://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Forchielli), in una delle sue tante conferenze, disse una cosa che colpì tutti i partecipanti : i cinesi vengono a studiare l’ Italia per come l’ Italia ha risolto il problema del rapporto fra campagna e città. Dove in Cina le città fagocitano la campagna in una lotta all’ ultimo sangue, quasi ambienti antagonisti senza nessun rapporto.

Il rapporto fra uomo e natura, fra sviluppo ed equilibrio devono essere le idee fondanti dell’ Expo. Quelle idee dove l’ Italia ha molto da dire e molto da imparare, in una logica di scambio di culture.

La prima direttrice è quindi di carattere filosofico. Il rapporto fra Uomo ed ambiente in una ottica del limite. Il Limite come sfida del nuovo millennio. Il confine come accettazione dei propri limiti, ma anche come logica di superamento delle barriere e degli steccati.

L’ Expo non è solo di Milano. E’ dell’ Italia tutta. Dei borghi. Della qualità della vita. Del modello invidiato all’ estero ed apprezzato oltre la nostra comprensione. Siamo così abituati ai buchi nelle scarpe che non sappiamo vedere che mettendo un po’ di cuoio e con poco sforzo, la nostra Italia può avere le scarpe più belle del mondo.

Dobbiamo iniziare a pensare in termini di Expo 2015. Non un obbligo. Ma una opportunità in tutti i settori. Non solo Milano. Tutta l’ Italia.

Expo 2015 può diventare il brand delle idee di una Italia nuova. Delle nuove intelligenze che si mettono in campo e vincono su un mondo che nonostante tutto ha ancora da imparare dall’ Italia (come noi dobbiamo imparare dal mondo).

Una seconda direttrice è quindi l’ Expo come opportunità per l’ Italia e per tutti noi. Non un localismo verso il mondo, ma un insieme di localismi integrati verso il mondo e che si aprono al mondo. Un nuovo Rinascimento che valorizzi le specificità in una ottica di universalità.

Al tema principale, si possono quindi fondere in coerenza, percorsi generali che permettano di vivere in sinergia con tutto il territorio italiano : il percorso delle specificità Agroalimentari, il percorso della Musica, il percorso Giuridico. Expo 2015 come brand per la valorizzazione delle specificità culturali Italiane.

La terza ed ultima direttrice è ancora più sfidante. Si parla di visitatori. 10 Milioni, 20 Milioni. Shanghai mise a segno circa 73 Milioni di visitatori. Sappiamo che l’ Expo farà fatica a raggiungere anche la metà del risultato di Shanghai.

La direttrice che trasforma il visitatore in un attore. Le nuove tecnologie stanno aprendo sfide nella collaborazione e nella azione che ogni persona può svolgere nel proprio ambiente. Expo come interpretazione vivente delle nuove frontiere di Internet e delle nuove tecnologie, che portano a nuove forme di vivere le cose. Non la banalizzazioni di realtà aumentate al servizio del visitatore. Ma porre il visitatore come centro di un fenomeno di azione che porti l’ esperienza di visita come un punto attivo di partecipazione. Internet sta portando a ripensare i modelli di business, culturali e democratici. Ma l’ esperienza diretta è comunque un valore che Internet non riuscirà a sostituire.

E’ il Crowd Expo, quindi, l’ ultima direttrice su cui fare leva. Forme nuove di partecipazione che possano essere qualcosa di più rispetto ad una semplice interazione intelligente con il proprio territorio o con la mobilità. Dalla Smart City all’ analisi dei fenomeni della Crowd Intelligence.  Anche per superare il limite territoriale e fare diventare l’ evento una vera e propria sfida culturale che sorpassi la sola esperienza di visita.

Confrontarci con questi temi per noi è stato sfidante. Bisogna guardare solo al futuro, vivendo il presente e cercando di non commettere gli errori del passato.

Per adesso la sfida del presente e del passato è stata persa. Bisogna però sempre sperare e pensare che la sfida vera da vincere è quella del futuro.

Riferimenti :

Sul libro di Alessia Gallione.

http://bur.rcslibri.corriere.it/libro/5447_dossier_expo_gallione.html

http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/09/14/news/expo_2015_cos_un_bel_sogno_si_trasformato_in_un_incubo-42504700/

Dossier alternativo :

http://www.inventati.org/offtopic/?p=1022

http://abo.gnumerica.org/dossier%20noexpo.pdf

Notizie varie :

http://www.linkiesta.it/blogs/pizza-connection/expo-2015-la-scarsa-trasparenza-che-apre-le-porte-alle-mafie

http://www.linkiesta.it/blogs/million-dollar-play/se-il-rugby-salvera-l-expo-di-milano-2015

http://www.linkiesta.it/Expo-milano-2015

http://www.comune.bologna.it/primopiano/notizie/132:14639/

http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/cronaca/2012/10/20/789892-expo2015-piazza-maggiore-gastronomia-etnica-protocollo-milano-merola-pisapia.shtml

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Open Data. E-Government. Stato dell’ arte

Vorremmo Citare :

http://www.foia.it/

Home

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Programma IDV

Alleghiamo il programma IDV.

http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/iosostengo/11punti.php

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Movimento Cinque Stelle

Riportiamo il programma del movimento Cinque Stelle.

Fai clic per accedere a Programma-Movimento-5-Stelle.pdf

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Autostrade. Concessione. Profitti.

E’ nota la redditività delle autostrade.

Nel 2007 Autostrade per l’Italia ha sviluppato un fatturato 2,779 miliardi di euro, un EBIT di 1,468 miliardi e utili per 722 milioni occupando mediamente 5786 dipendenti. Il patrimonio netto ammonta a 2,638 miliardi.[8]

Nel 2008 Autostrade per l’Italia ha fatturato 2.88 miliardi, EBIT di 1.48 miliardi, utili per 735.28 milioni. Patrimonio netto di 2.87 miliardi. Il gruppo intero ha effettuato investimenti in grandi opere per 4.09 miliardi, aprendo al traffico 199.9 km di rete nuova o riammodernata pari al 34% delle opere elencate nella Convenzione con Anas nel 1997 e nel IV Atto Aggiuntivo del 2002.[9]

Per il 2012, si può fare riferimento al seguente indirizzo che riporta il bilancio provvisorio (dati fino a Settembre) :

http://www.atlantia.it/it/pdf/Rel9M2012ITA.pdf

Diamo un dato finale :

Utile del periodo      687,3 Milioni di Euro (al netto delle tasse per 327,8 Milioni di Euro).

L’ utile è quindi altissimo in rapporto al fatturato (2,5 Miliardi di Euro). Non tutto è riconducibile alle autostrade italiane, in quanto Atlantia è un gruppo diversificato ormai in vari paesi di tutto il mondo (come si desume dallo stesso documento sopra indicato). Ma molto è riconducibile alle autostrade italiane.

Riteniamo che le autostrade siano un Asset nazionale e come tale debba essere valorizzato.

Utili così alti e continui aumenti delle tariffe (oltre il dato dell’ inflazione) richiedono degli aggiustamenti.

Visto che le autostrade operano in regime di monopolio, l’ unico modo per tarare i sovraprofitti è quello di lavorare sul confronto con altre realtà europee e lavorare sulle concessioni, introducendo meccanismi di competizione nelle assegnazioni e/o meccanismi di abbattimento dei sovraprofitti (con ridiscussione delle tariffe a vantaggio della utenza e con un confronto sulla redditività media delle concessioni in Europa).

Ricordiamo che le tariffe delle autostrade (come quelle dei carburanti) sono elemento di costo che entrano nella catena delle materie prime (alimentari e non) e quindi si traducono in elementi inflattivi (anche non trascurabili).

Riferimenti ulteriori :
http://www.lavoce.info/lautostrada-non-cambia-percorso/

 

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Conti Pubblici. Una proposta per una manovra.

Siamo favorevoli ad una patrimoniale, ma è un tema complesso.

Infatti :

per essere equa deve agire su patrimoni formati con evasione fiscale e non già tassati in passato.

non deve generare fuga di capitali (a riguardo è necessario capire il flusso di capitali nei mesi passati).

Si propone una modalità per tassare in maniera relativamente non traumatica. Forse è fantafinanza, ma un approfondimento può essere effettuato.

Supponiamo di non pagare un mese di stipendi pubblici e di pensioni. Dai nostri calcoli gli stipendi annuali della pubblica amministrazione è corrispondente a 88 Miliardi di Euro. Le pensioni invece sono circa 180 Miliardi di Euro all’ anno.

Lo stipendio non pagato sarebbe recuperato anticipando di un mese gli stipendi successivi. Per esempio, supponiamo che non sia pagato lo stipendio di Agosto. In Agosto verrebbe pagato lo stipendio di Settembre.

Dal punto di vista contabile (competenza), il risparmio per lo stato sarebbe di circa 20 Miliardi totali (al lordo). Per le persone coinvolte sarebbe indolore, in quanto finanziariamente la mensilità successiva coprirebbe lo stipendio non percepito.

Dal punto di vista finanziario, il recupero sarebbe effettuato all’ atto della successione (in caso di morte), quindi essendo distribuito nel corso del tempo.

Di fatto, la tassa, sarebbe una tassa di successione una tantum.

Potrebbe essere inoltre estesa al personale privato, con un meccanismo simile (cioè parametrizzare la tassa di successione al reddito mensile in un dato istante).

Alcuni vantaggi :

  • Equa nel senso della distribuzione in fasce di reddito. Incidendo sullo stipendio, permette di essere collegata al reddito dei soggetti coinvolti.
  • E’ equa dal punto di vista generazionale, incidendo in maniera minore sulle fasce più giovani che sono più colpite dalla crisi e dalle attuali regole pensionistiche.
  • Non può essere facilmente evasa.
  • Non incide sui consumi (perchè di fatto è una patrimoniale essendo una tassa di successione).

La tassa potrebbe essere applicata per due anni di seguito, comportando risparmi di competenza molto elevati (fra pubblico, privato e pensioni, circa 50 Miliardi di Euro) ed incidendo gradualmente anche sulla parte finanziaria (in questo caso in maniera più lenta rispetto alla competenza).

Ripetiamo che siamo coscienti di essere border line con la fantafinanza.

Ma è necessario che il dibattito sui meccanismi di tassazione sia sempre più puntuale e diffuso. Anche per determinare la patrimoniale più equa e risponda ai requisiti di applicabilità.

 

 

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Ritorno del debito.

Siamo favorevoli a raggiungere il più rapidamente possibile il pareggio di bilancio.

Siamo contrari fermamente ad uno dei punti dell’ agenda Monti.

ridurre a partire dal 2015, lo stock del debito pubblico in misura pari a un ventesimo ogni anno, fino al raggiungimento dell’ obiettivo del 60% del prodotto interno lordo;

Infatti, anche seguendo le teorie economiche, non è possibile slegare questo obiettivo da parametri di crescita economica. Il raggiungimento di questi obiettivi potrebbe essere di per se recessivo.

Se facciamo in maniera corretta i calcoli (ci scuserete in caso di errori) il debito pubblico corrisponde a circa 2.000 Miliardi di Euro. Ritornare di un ventesimo ogni anno, corrisponde a circa 100 Miliardi di Euro.

Ritornare dal debito è positivo, perchè permette di abbattere la spesa per interessi. Dal punto di vista strategico, permette di svincolarci da ben pesanti gioghi nazionali ed internazionali.

Ma una formulazione così rigida e slegata dalla crescita economica, non può che rischiare spirali recessive.

Inoltre, 100 Miliardi di Euro sono una cifra molto consistente e bisogna capire come finanziare tutto questo.

Crediamo che questo punto possa essere discusso fermamente in Europa.

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Giustizia. Il primo passo per il rilancio dell’ economia.

Sembrano due aspetti disgiunti. Ma noi consideriamo fermamente che esistono due fattori che possono rilanciare l’ economia :

1) abbassare il carico fiscale sull’ impresa e sui lavoratori.

2) procedere con una riforma della giustizia civile e penale.

La circolazione di beni e servizi ha bisogno di certezza del diritto e la certezza dei pagamenti.

L’ approccio degli ultimi governi è debole su questo fronte.  E’ necessario un approccio integrato su molti aspetti. Prendendo spunto anche da altri programmi.

Riduzione drastica dei tempi della giustizia civile e penale, anche con maggiori risorse da prendere eventualmente dai fondi destinati all’ impresa.

Le carriere dei magistrati devono essere in qualche modo collegate anche ai risultati di efficienza (da determinare con parametri oggettivi). Una diffusione anche a livello della amministrazione della giustizia della cultura della misurazione, con incentivazioni a tutto l’ apparato al raggiungimento di obiettivi e penalizzazione nei casi di sforamento palese degli stessi.

Revisione completa del recupero crediti. Attualmente le imprese sono doppiamente penalizzate. Da una parte i tempi della giustizia e tutti gli aspetti collegati alla legge fallimentare, penalizzano la certezza del recupero credito. Dall’ altra, lo Stato esige immediatamente l’ Iva dal fornitore. Se non ci sono risorse per estendere l’ Iva per cassa, si potrebbe pensare ad un meccanismo che porta sul cliente, l’ obbligo di versamento dell’ Iva (necessario in questo caso verificare in maniera approfondita le conseguenze).

Leggi più severi per la corruzione, per recuparere posizioni nelle classifiche internazionali sulla corruzione.

Rivedere i termini di prescrizione dei reati. Una giustizia equa e civile, non risolve i processi annullandoli.

Repressione evasione fiscale. Bisogna però parallelamente dare segnali forti di trasparenza ed integrità nella gestione pubblica. Perchè parte dell’ evazione è data da un carico fiscale elevato, ma anche da una intollerabile sensazione di spreco delle risorse. Inoltre per abbattare l’ evasione fiscale è necessario anche redistribuire in maniera tangibile il recupero dell’ evasione.

La legge sul falso in bilancio. Come più volte sostenuto, il falso in bilancio è il primo di una filiera di reati. La grande quantità di denaro liquido generato dal falso in bilancio, come pure dall’ evasione fiscale, va ad alimentare reati molto più gravi (riciclaggio per primo).

Una legge chiara, trasparente e rigorosa sulla incandidabilità a tutti i livelli (comunale, provinciale, regionale, statale, società pubbliche, società controllate).

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Bandi ed Incentivi. Ordine Cronologico.

Nella determinazione di Incentivi ad imprese (ma anche in altri casi) si utilizza a volte il meccanismo dell’ ordine cronologico delle domande.

Questa prassi, ha portato in molte occasioni a situazioni (click Day) nelle quali l’ ordine di presentazione è basato su differenze di pochi secondi.

Si propone, nel caso la priorità sia determinata da differenze inferiori alla giornata, di sostituire l’ ordine cronologico con il sorteggio, da effettuare con meccanismi certi e non contestabili.

http://www.corriere.it/cronache/11_gennaio_30/clik-day-immigrazione-lavoro_95b0326c-2c85-11e0-b8e2-00144f02aabc.shtml

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2012/09/21/news/click-day-beffa-e-proteste-addio-soldi-per-la-ricerca-1.5730730

http://www.ascom.vi.it/a_ITA_13035_1.html

 

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Agenda Monti.

Da ieri si parla dell’ agenda Monti.

Riportiamo il documento ufficiale presente sul sito Agenda-monti.it

http://www.agenda-monti.it/wp-content/uploads/2012/12/UnAgenda-per-un-impegno-comune-di-Mario-Monti.pdf

Ci asteniamo da ogni giudizio sul merito.

Vogliamo riportare solo un punto dell’ agenda Monti.

La crescita non nasce dal debito pubblico.

Finanze pubbliche sane, a tutti i livelli. Con un debito pubblico che supera il 120% del PIL non si può seriamente pensare che la crescita si faccia creando altri debiti.

Sicuramente l’ agenda Monti, più che una agenda è un vero e proprio programma politico.

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Risse in parlamento.

Anche recentemente, abbiamo visto spettacoli indecorosi in Parlamento. Cartelli appesi, striscioni, risse.

Riteniamo che certi atteggiamenti non siano degni nè del Parlamento, nè rendano rispetto ai cittadini italiani.

Dobbiamo approfondire quali sono le sanzioni applicabili in questi casi e di chi sia la competenza.

Proponiamo l’ inasprimento delle sanzioni contro certi atteggiamenti. Fino all’ espulsione dal Parlamento per tutta la legislatura.

Le istituzioni democratiche hanno necessità di rispetto.

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Governo Monti. Giudizio ad un anno

Dare un giudizio alla fine di un governo è importante.

Da parte nostra, sono molti gli aspetti discutibili, ma indubbiamente il metodo utilizzato è quello che ci aspettiamo da un governo. Da qualsiasi governo.

Credibilità, interna ed estera.

Serietà.

Azioni.

Tante cose si possono dire. Quello che si poteva fare. Quello che si è fatto non correttamente. Quello di giusto. Quello di sbagliato.

Ci asteniamo dal dare un giudizio sui contenuti. Diamo però un giudizio positivo sul metodo.
Alleghiamo un documento prodotto dal sito Lavoce.info, che ci pare ben argomentato e completo sull’ analisi del governo Monti.

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Globalizzazione. Spunti di riflessione

Vogliamo partire da un post della Voce.info.

http://www.lavoce.info/se-i-ricchi-non-piangono/

In particolare evidenziamo il grafico seguente, che riporta il grafico del reddito della popolazione più ricca degli stati Uniti (in nero) e parallelamente la percentuale delle tasse (in rosso).

saex grafico

Abbiamo fatto alcune riflessioni e siamo andati a vedere la parola Globalizzazione su Wikipedia.

Globalizzazione (o anche mondializzazione) è il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, il cui effetto principale è una decisa standardizzazione economica e culturale tra i popoli e i luoghi del mondo.

Il termine globalizzazione, di uso recente, è stato utilizzato dagli economisti, a partire dal 1981, per riferirsi prevalentemente agli aspetti economici delle relazioni fra popoli e grandi aziende. Il fenomeno invece va inquadrato anche nel contesto dei cambiamenti sociali, tecnologici e politici, e delle complesse interazioni su scala mondiale che, soprattutto a partire dagli anni ottanta, in questi ambiti hanno subito una sensibile accelerazione.

dati storici mostrano come la globalizzazione non sia un fenomeno recente: la prima ondata di globalizzazione si è avuta tra il 1840 e il 1914, anche grazie allo sviluppo di nuove tecnologie che resero il mondo “più piccolo” come navi a vapore, ferrovie e telegrafo. Il passaggio tra le due guerre, la grande depressione e il diffuso protezionismo risultarono in una diminuzione degli scambi commerciali, attuato mediante l’utilizzo di barriere quali dazi, sussidi e quote. A partire dalla fine degli anni ’70 si è verificata una nuova ondata di liberalizzazione del commercio mondiale, anche attraverso accordi e istituzioni internazionali appositamente concepite quali il GATT e successivamente il WTO finalizzate all’abolizione progressiva delle barriere al commercio internazionale.

Quindi, parallelamente alla globalizzazione, si è verificato un incremento della ricchezza in mano di pochi.

Quali possono essere le ragioni ?

Essenzialmente le possiamo ricondurre a due cause :

1) la crescente efficienza delle tecniche di produzione, rendono sempre più ridotto l’ apporto di risorse umane per unità di prodotto.

2) la globalizzazione è un fenomeno in base al quale il lavoro diventa sempre più disponibile ed il capitale sempre più scarso.

Il fenomeno rappresentato nel grafico sopra esposto sembrerebbe quindi intuitivo e ben spiegabile. Un effetto di più cause, ma anche della globalizzazione.

E’ una società giusta ? Sicuramente no. E’ un sistema efficiente ? Anche in questo caso la risposta è no. Cosa è crescita è dubbio (rimandiamo ad articolo sempre in questo sito) ma se supponiamo che il benessere sia correlato con la maggiore circolazione di beni e servizi è logico che una società che ha un grosso accumulo di ricchezze non può performare quanto una società a ricchezza distribuita.

Inoltre, l’ attuale società è strettamente legata con il consumo di beni e servizi e quindi è probabile che questa tendenza se non gestita sarà causa di ulteriori crisi che potrebbero portare a situazioni nelle quali i grafici sopra esposti potrebbero essere sconfessati.

Ma siamo pragmatici e con l’ ideologia non si trovano soluzioni.

Cosa indicano questi grafici ?

Prima di tutto che con la globalizzazione i capitali diventano più scarsi. Ma anche più mobili. I governi, fanno fatica a controllarli (o hanno necessità di trattenerli) e quindi la tassazione si abbassa. Il fatto che siano più scarsi è dato dal fatto che la loro remunerazione aumenta (sempre dallo stesso grafico).

Il grafico indica la situazione degli Stati Uniti. Pur aumentando il deficit pubblico, le tasse dei più ricchi sono calate.

Come si esce da questa situazione ?

1) Sicuramente le soluzioni devono essere globali. Questi grafici testimoniano che ogni soluzione locale è destinata al fallimento.

2) E’ necessario mettere in pista politiche che possano equilibrare il fattore capitale con il fattore lavoro. Infatti un sistema capitalista equilibrato, deve puntare alla maggiore ricchezza del sistema e non dei singoli. In questa società globalizzata, lo sforzo sembra quasi impossibile.

Come si esce da questo circolo vizioso ?

Le direttrici possono essere due, ma solo se affrontate a livello globale :

1) ancora una volta una regolamentazione sulla traparenza delle transazioni finanziarie. Identificazione ed isolamento delle transazioni verso paradisi finanziari.

La questione è puramente politica.

La trasparenza delle transazioni finanziarie riduce il fattore mobilità del capitale. Lo rende più tassabile e quindi rende il sistema più efficiente nel suo complesso.

2) Le logiche del WTO e delle transazioni commerciali, devono porre come base due fattori :

libero scambio.

ma anche libero scambio a parità di diritti del lavoro e di diritti dell’ ambiente.

Sono temi che vanno al di là dei nostri scopi. Ma purtroppo ogni tema di rilevanza (lavoro, tasse, ambiente ecc. ecc.) riportano ad una globalizzazione delle soluzioni.

Potremmo dimenticarci del mondo, ma per risolvere i nostri problemi (alcuni causati da nostre disefficienze, altri da una deriva dei diritti causati dalla globalizzazione) dobbiamo pensare in termini globali.

 

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Falso in bilancio. Nuova regolamentazione

Si pensa ai reati finanziari in modo molto distaccato. Il furto ed il danneggiamento alla proprietà privata è visto nella collettività come maggiormente pericoloso e dannoso.

Si può capire. E’ normale che il giardino sotto casa sia più sentito come proprio.

Il reato finanziario è però molto dannoso sotto diversi punti di vista. Riportiamo di seguito il link di Wikipedia che illustra i vari reati finanziari.

http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Reati_economici_e_finanziari

1) Usualmente il reato finanziario è molto dannoso per chi lo subisce. Il danno è tale (a volte) da cambiare la vita di chi lo subisce. Possiamo per esempio pensare al caso Parmalat che ha portato alcune persone a rinunciare a risparmi di una vita.

E’ difficile pensare ad un furto di qualche miliardo di Euro. E tutto questo scatenerebbe la riprovazione dei più. Quando invece si parla di reati finanziari per Miliardi di Euro, l’ opinione pubblica appare più indifferente.

Vogliamo citare un altro caso :

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/diritti_tv_berlusconi_condannato_quattro_anni_per_frode_fiscale/notizie/227893.shtml

Senza entrare nel merito della correttezza o meno della sentenza, si vuole evidenziare un aspetto.

Dal punto di vista mediatico, si parla sempre di evazione fiscale. Come se il problema fosse di rapporto fra il reo e lo stato. Nella cultura italiana, un reato secondario. Importante, ma secondario.

Vogliamo però evidenziare che all’ epoca, l’ azienda coinvolta era quotata in borsa. L’ evazione fiscale si traduce in realtà in un reato verso terzi e quindi un vero e proprio furto. Per centinaia di milioni di Euro. Ai danni degli azionisti.

2) Dietro ai reati finanziari si nascondono reati più gravi (come riciclaggio per esempio), corruzione (usualmente i fondi per la corruzione sono costituiti con reati finanziari), ecc. ecc.

I fondi neri costituiti con i reati finanziari, permettono la definizione di reati più gravi.

Riteniamo quindi importante un inasprimento delle pene correlate ai reati finanziari.

A riguardo ci ripromettiamo di :

1) stendere una proposta a riguardo.

2) fare correlazioni fra pene date da furto e pene da reati finanziari.

3) dare evidenza delle azioni del parlamento su questo fronte.

Per esempio, tramite la piattaforma OpenPolis (che è indicata come link nella pagina di DeterminAzione) :

http://parlamento.openpolis.it/search?query=falso+in+bilancio&search-go=Cerca

Si cita per esempio il disegno di legge presentato alla camera.

http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/3511

 

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Spending Review. Una metodologia di approccio nella direzione della misurazione.

La cultura diffusa in Italia è quella che il bene pubblico, le spese pubbliche, gli amministratori, siano altro rispetto ai nostri interessi.

Esiste una diffusa indifferenza rispetto a tutto ciò che esce dal nostro giardino di casa.

Questo è dato da un fattore culturale e storico. Crediamo però che questa cultura del disinteresse debba essere sorpassata per controllare tutto quello che è Nostro, nel senso più bello della parola.

Vogliamo citare questo link:

http://www.governo.it/GovernoInforma/spending_review/documenti/relazione_conclusiva_spending_review_31mag.pdf

E’ il risultato delle segnalazioni sulla spending review da parte di tutti i cittadini.

Crediamo che sia necessario estendere e consolidare il metodo.

Bisognerebbe quindi produrre un portale geolocalizzato e con l’ indicazione degli asset della pubblica amministrazione, permettendo ai cittadini di interagire ed inserire i commenti e le proposte di controllo della spesa.

Le proposte potrebbero essere sia anonime sia non anonime. Dovrebbero però permettere una forma di filtro per evitare segnalazioni doppie, indicazioni non corrette o volgari, ecc. ecc.

Le proposte però dovrebbero essere visibili e consultabili da tutti, permettendo una interazione efficace e quindi un controllo implicito. Spingendosi più oltre, le proposte potrebbero essere misurate e diventare un sistema di controllo e rating (giudizio) sulle strutture pubbliche. Questo andrebbe nella direzione della trasparenza e nella direzione del controllo. Il metodo può essere esteso inoltre alla Sanità, alla scuola, ai settori nevralgici.

DeterminAzione si muoverà il prossimo anno su questo filone strategico. Naturalmente la visibilità che noi abbiamo è assolutamente incomparabile rispetto a quella che potrebbe essere la visibilità di una piattaforma Governativa. La piattaforma che abbiamo in mente, permetterà di collaborare a proposte e segnalare sprechi.

La misurazione ed il controllo sono strumenti che aiutano a diminuire la spesa pubblica. Chi amministra il bene pubblico e sa che i cittadini lo controllano, è portato ad una maggiore attenzione verso le proprie azioni.

L’ opacità e la mancanza di informazione, invece, aumentano gli abusi e la corruzione.

 

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Sanità Pubblica e Sanità Militare

Alla ricerca di capitoli di spesa, ci si imbatte sempre in voci interessanti.

L’ articolo che riportiamo è molto interessante e sintomatico.

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/12/18/news/sanit_militare_inchiesta_di_huski_emilia_audino_normal_0_14-48919301/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep%2Dit%2F2012%2F12%2F18%2Fnews%2Fla_sanit_in_divisa%2D48949979%2F

L’ ottimizzazione delle risorse è un imperativo in questo momento.

In generale è importante capire quali sinergie possono essere effettuate, in che tempi e con quali risparmi di risorse. Un capitolo di spesa di circa 350 Milioni di Euro è di per sè interessante.

Naturalmente non tutte possono essere ottimizzate in quanto parte degli investimenti (immaginiamo)  sono diretti a strutture da campo e quindi mobili.

Trovare i dati analitici sulle spese militari crediamo che sarà molto difficile.

Cercheremo di :

1) Fare lo stato dell’ arte.

2) Contribuire a strutturare una proposta articolata.

 

 

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Spread e Derivati. Quale regolamentazione sulle cariche istituzionali ?

L’ analisi dello spread degli ultimi mesi, evidenzia una volatilità molto alta.

Crescite improvvise e cali repentini. Non abbiamo analizzato le serie storiche, ma sicuramente la variabilità degli ultimi tempi è sintomo di forti speculazioni.

Per esempio oggi (19 Dicembre 2012) lo spread è calato del 3% rispetto al giorno precedente. Questi cali sono caratteristici di mercati ben più volatili, come le quotazioni azionarie. Il mercato dei titoli di Stato dovrebbe essere più lento nei movimenti.

Ragioniamo per paradossi. Supponiamo che un cittadino influente (politico per lo più, ma anche esponente di rilievo di Banche Centrali, Governo, ecc. ecc.) con le sue affermazioni sia in grado di cambiare le quotazioni di mercato (stiamo parlando principalmente di titoli di stato). Lo stesso cittadino, conoscendo in anticipo le sue dichiarazioni (o azioni o scelte) potrebbe giocare in leva, con derivati, sullo Spread. Questo potrebbe portare ricavi enormi.

Esiste il reato di Aggiottaggio. http://it.wikipedia.org/wiki/Aggiotaggio. Ma in questo caso il reato potrebbe essere difficile da dimostrare.

1) La variazione di mercato è data da scelte che possono essere legittime. Quindi difficilmente potrà essere dimostrata la volontaria influenza del mercato.

2) L’ internazionalizzazione del mercato fa si che i flussi finanziari e di investimento siano difficilmente controllabili.

Senza entrare nel contesto politico italiano, vogliamo citare per esempio alcune affermazioni di esponenti della Banca Centrale Tedesca che hanno portato per più volte, questa estate,  ad una impennata improvvisa dello Spread. Non dubitiamo sulla buona fede dei soggetti coinvolti. Ma quando una propria affermazione o scelta o azione, può portare indebito arricchimento (anche per centinaia di Milioni di Euro) il problema è quello di porre l’ attenzione ai meccanismi che possono evitare questo fenomeno.  Soprattutto affermazioni che sembrano (ad una lettura forse molto maliziosa) più rivolte al cambiamento dei mercati, piuttosto che a necessità istituzionali e/o politiche.

Sembra un problema secondario, ma rischia di minare alla base la democrazia.

Il controllo dei mercati è un problema complesso ma sicuramente non è slegato dal fatto che l’ evoluzione della democrazia sta spingengo verso una medialità e multicanalità e quindi a reazioni sempre più rapide e frenetiche.

La soluzione forse non esiste. Sicuramente le ramificazioni di società anonime, società in paradisi fiscali, galassie di società, ecc. ecc., non aiutano a dare trasparenza alla tracciabilità delle informazioni.

Noi crediamo che i mercati debbano essere regolamentati in maniera trasparente e con completa tracciabilità e riconducibilità delle azioni finanziarie, per aumentare non solo la trasparenza fiscale, ma anche la trasparenza politica.

Purtroppo considerazioni inattuabili, complesse. Ma la riflessione sulla democrazia, sulla politica e sulla libertà, non possono non condurre al mercato e alle sue metodologie di regolamentazione.

Anche la regolamentazione è un tema delicato. La trasparenza è collegata a rinunce di libertà. L’ equilibrio deve essere trovato e le nuove tecnologie possono aiutare a determinare nuovi modelli di trasparenza, rispettosi al contempo delle libertà individuali e della privacy.

 

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