Globalizzazione. Spunti di riflessione

Vogliamo partire da un post della Voce.info.

http://www.lavoce.info/se-i-ricchi-non-piangono/

In particolare evidenziamo il grafico seguente, che riporta il grafico del reddito della popolazione più ricca degli stati Uniti (in nero) e parallelamente la percentuale delle tasse (in rosso).

saex grafico

Abbiamo fatto alcune riflessioni e siamo andati a vedere la parola Globalizzazione su Wikipedia.

Globalizzazione (o anche mondializzazione) è il fenomeno di crescita progressiva delle relazioni e degli scambi a livello mondiale in diversi ambiti, il cui effetto principale è una decisa standardizzazione economica e culturale tra i popoli e i luoghi del mondo.

Il termine globalizzazione, di uso recente, è stato utilizzato dagli economisti, a partire dal 1981, per riferirsi prevalentemente agli aspetti economici delle relazioni fra popoli e grandi aziende. Il fenomeno invece va inquadrato anche nel contesto dei cambiamenti sociali, tecnologici e politici, e delle complesse interazioni su scala mondiale che, soprattutto a partire dagli anni ottanta, in questi ambiti hanno subito una sensibile accelerazione.

dati storici mostrano come la globalizzazione non sia un fenomeno recente: la prima ondata di globalizzazione si è avuta tra il 1840 e il 1914, anche grazie allo sviluppo di nuove tecnologie che resero il mondo “più piccolo” come navi a vapore, ferrovie e telegrafo. Il passaggio tra le due guerre, la grande depressione e il diffuso protezionismo risultarono in una diminuzione degli scambi commerciali, attuato mediante l’utilizzo di barriere quali dazi, sussidi e quote. A partire dalla fine degli anni ’70 si è verificata una nuova ondata di liberalizzazione del commercio mondiale, anche attraverso accordi e istituzioni internazionali appositamente concepite quali il GATT e successivamente il WTO finalizzate all’abolizione progressiva delle barriere al commercio internazionale.

Quindi, parallelamente alla globalizzazione, si è verificato un incremento della ricchezza in mano di pochi.

Quali possono essere le ragioni ?

Essenzialmente le possiamo ricondurre a due cause :

1) la crescente efficienza delle tecniche di produzione, rendono sempre più ridotto l’ apporto di risorse umane per unità di prodotto.

2) la globalizzazione è un fenomeno in base al quale il lavoro diventa sempre più disponibile ed il capitale sempre più scarso.

Il fenomeno rappresentato nel grafico sopra esposto sembrerebbe quindi intuitivo e ben spiegabile. Un effetto di più cause, ma anche della globalizzazione.

E’ una società giusta ? Sicuramente no. E’ un sistema efficiente ? Anche in questo caso la risposta è no. Cosa è crescita è dubbio (rimandiamo ad articolo sempre in questo sito) ma se supponiamo che il benessere sia correlato con la maggiore circolazione di beni e servizi è logico che una società che ha un grosso accumulo di ricchezze non può performare quanto una società a ricchezza distribuita.

Inoltre, l’ attuale società è strettamente legata con il consumo di beni e servizi e quindi è probabile che questa tendenza se non gestita sarà causa di ulteriori crisi che potrebbero portare a situazioni nelle quali i grafici sopra esposti potrebbero essere sconfessati.

Ma siamo pragmatici e con l’ ideologia non si trovano soluzioni.

Cosa indicano questi grafici ?

Prima di tutto che con la globalizzazione i capitali diventano più scarsi. Ma anche più mobili. I governi, fanno fatica a controllarli (o hanno necessità di trattenerli) e quindi la tassazione si abbassa. Il fatto che siano più scarsi è dato dal fatto che la loro remunerazione aumenta (sempre dallo stesso grafico).

Il grafico indica la situazione degli Stati Uniti. Pur aumentando il deficit pubblico, le tasse dei più ricchi sono calate.

Come si esce da questa situazione ?

1) Sicuramente le soluzioni devono essere globali. Questi grafici testimoniano che ogni soluzione locale è destinata al fallimento.

2) E’ necessario mettere in pista politiche che possano equilibrare il fattore capitale con il fattore lavoro. Infatti un sistema capitalista equilibrato, deve puntare alla maggiore ricchezza del sistema e non dei singoli. In questa società globalizzata, lo sforzo sembra quasi impossibile.

Come si esce da questo circolo vizioso ?

Le direttrici possono essere due, ma solo se affrontate a livello globale :

1) ancora una volta una regolamentazione sulla traparenza delle transazioni finanziarie. Identificazione ed isolamento delle transazioni verso paradisi finanziari.

La questione è puramente politica.

La trasparenza delle transazioni finanziarie riduce il fattore mobilità del capitale. Lo rende più tassabile e quindi rende il sistema più efficiente nel suo complesso.

2) Le logiche del WTO e delle transazioni commerciali, devono porre come base due fattori :

libero scambio.

ma anche libero scambio a parità di diritti del lavoro e di diritti dell’ ambiente.

Sono temi che vanno al di là dei nostri scopi. Ma purtroppo ogni tema di rilevanza (lavoro, tasse, ambiente ecc. ecc.) riportano ad una globalizzazione delle soluzioni.

Potremmo dimenticarci del mondo, ma per risolvere i nostri problemi (alcuni causati da nostre disefficienze, altri da una deriva dei diritti causati dalla globalizzazione) dobbiamo pensare in termini globali.

 

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