Anarchia, Democrazia diretta e Democrazia Liquida. Un po’ di Teoria. Forse un po’ di Marketing.

« Molte forme di governo sono state sperimentate e saranno sperimentate in questo mondo di peccato e di dolore. Nessuno ha la pretesa che la democrazia sia perfetta o onnisciente. Infatti, è stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo ad eccezione di tutte le altre forme che sono state sperimentate di volta in volta. »

Studi recenti di economisti e matematici mostrano come la democrazia non sia qualcosa di compiuto e ben definito, come si tende a credere nel senso comune. In effetti un approccio filosofico tende a considerare la democrazia un concetto intrinsecamente imperfetto.[

Diventa importante confrontarsi con i modelli e con le teorie politiche. E’ importante anche per fare chiarezza su alcuni modelli partecipativi e liquidi. Perchè liquida è quella sostanza che maggiormente si adatta al contenitore…

Riportiamo alcuni spunti riguardanti l’ anarchia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Anarchia

Come in introduzione, anarchia deriva da termine greco che si può tradurre con “senza governante” (α-(a-) significa “senza” [alfa privativa], la radice αρχή- (archè) può essere tradotta con “governo“, anche se il significato specifico sarebbe “comando”, “ordine”, “potere”).

Dall’ancestrale uso dispregiativo di caos, assenza di armonia, utilizzata in parte anche da William Godwin, oggi ritenuto il primo pensatore anarchico, si giunse, proprio da parte di Godwin ad una tale contrapposizione con il concetto di ordine governativo costituito che fu in grado di rivalutarne il significato politico. Gli anarchici attribuiscono a questo termine il significato di un nuovo ordine antigerarchico che si contrappone al caos selvaggio dell’autorità, un tipo di società basato sull’orizzontalità che crea armonia. Il primo a utilizzare la parola anarchia in tal senso fu Pierre-Joseph Proudhon

Gli anarchici prendono le decisioni comuni in maniera assembleare. Nelle assemblee anarchiche si mira a raggiungere l’unanimità su ogni decisione (sebbene in alcune circostanze delicate ed urgenti anche gli anarchici abbiano talvolta votato a maggioranza). Ogni individuo ha diritto di voto, ma le dinamiche che naturalmente ed inevitabilmente si creano in un gruppo libertario portano ognuno a utilizzare questo diritto solo quando è necessario. Unanimità non significa essere tutti completamente d’accordo su qualcosa, ma trovare una sintesi tra le varie posizioni che non prevarichi nessuno. La maggioranza non ha dunque alcun potere sulle minoranze. È inoltre fondamentale l’orizzontalità del gruppo, cioè l’assenza di gerarchie.

Riportiamo invece la definizione di democrazia. Mettiamo l’ accento sulla democrazia diretta :

http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia

  • Nella democrazia diretta il potere è esercitato direttamente dal popolo, come avveniva nell’antica Grecia, dove i cittadini (esclusi naturalmente gli schiavi) si riunivano nell’Agorà (oggi la piazza).

  • Nella democrazia indiretta il potere è esercitato da rappresentanti eletti dal popolo (il parlamento). L’ Italia è una repubblica parlamentare (quindi a democrazia indiretta) che usa come unici strumenti di democrazia diretta il referendum, l’ iniziativa popolare e la petizione popolare.

Esistono delle forme attigue fra alcuni movimenti internet e la democrazia diretta, ma anche con l’ ideale di Anarchia (anche se diventa difficile classificare nella forte stratificazione dell’ uso che si fa di questo termine).

Anche per la terminologia usata per il non-statuto (http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf), che richiamano più l’ Anarchia che non la Democrazia Diretta.

Riportiamo per esempio un articolo di giornale :

Ormai completamente folgorato dai deliri di Casaleggio, il giornalista del Guardian lo descrive come un’«eminenza grigia» con «poteri magici» e lo associa a Julian Assange, «per la sua abilità di interpretare l’impatto che ha internet nella società, con un’aria di ingenuità quasi fanciullesca».
Dipinto come a lui piace, «un visionario», elenca ciò che rappresenta il movimento. «È un modo nuovo di democrazia per eliminare le barriere tra i cittadini e lo Stato».

I movimenti su Internet hanno molte caratteristiche positive. La partecipazione del cittadino è positiva di per sè, perchè permette una maggiore informazione e quindi una democrazia più adeguata.

Queste forme nuove vanno analizzate però tenendo a mente che le regole del potere sono sempre le stesse. Con analisi obiettiva e critica, ma determinata.

Diventa quindi importante classificare ed informarsi con un punto di vista quanto mai neutro.

Possibili classificazioni sulle origine del finanziamento delle iniziative :

1) Modeli che nascono dietro ad iniziative di Partiti tradizionali.

2) Modello che si basa sul finanziamento da ricavi di pubblicità.

3) Modello che si basa su donazioni consapevoli.

4) Altri finanziamenti.

In realtà il confine fra libertà e manipolazione è molto labile. Come pure fra informazione e disinformazione.

Porsi domande sui movimenti e sulla teoria alla base della democrazia diventa particolarmente importante.

Il cittadino deve essere informato per potere affrontare una libera scelta.

Nella politica però si tendono ad utilizzare tecniche mediate dal marketing. Forma invece che sostanza.

Il cittadino quindi può trasformarsi inconsapevolmente in consumatore di politica.

La deriva fra attore e consumatore è anche in questo caso sottile e labile. E questa linea sottile ha a nostro parere una barriera che è data dai contenuti.

Partiranno molte iniziative di democrazia liquida, partecipativa o come vogliamo chiamarla. Questo è quello che chiede a voce il cittadino. Di partecipare. Di rinnovare.

Vedremo nel corso del tempo il successo di queste iniziative.

Riteniamo che avranno più successo e maggiore persistenza nel tempo, le iniziative che sapranno dimenticare il marketing (cioè la vendita del prodotto che si ha a catalogo) a favore di quelle che sapranno progettare e veicolare le istanze vere dei cittadini (se vogliamo una forma di crowd marketing, cioè un marketing strategico politico determinato dai cittadini stessi).

Attenzione però che fra marketing e democrazia il confine è labile (soprattutto nelle forme più recenti), ma la separazione è soprattutto culturale ed etica (quindi insormontabile).

La democrazia e la libertà sono quindi la ricerca di se stesso contro ogni forma di controllo e di strumentalizzazione. Un orizzonte quindi personale ed un approccio sopratutto verso se stessi.

Internet è quindi uno strumento potente per completare questo percorso. Con la massima attenzione verso ogni forma di strumentalizzazione.

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