Autostrade. Concessione. Profitti.

E’ nota la redditività delle autostrade.

Nel 2007 Autostrade per l’Italia ha sviluppato un fatturato 2,779 miliardi di euro, un EBIT di 1,468 miliardi e utili per 722 milioni occupando mediamente 5786 dipendenti. Il patrimonio netto ammonta a 2,638 miliardi.[8]

Nel 2008 Autostrade per l’Italia ha fatturato 2.88 miliardi, EBIT di 1.48 miliardi, utili per 735.28 milioni. Patrimonio netto di 2.87 miliardi. Il gruppo intero ha effettuato investimenti in grandi opere per 4.09 miliardi, aprendo al traffico 199.9 km di rete nuova o riammodernata pari al 34% delle opere elencate nella Convenzione con Anas nel 1997 e nel IV Atto Aggiuntivo del 2002.[9]

Per il 2012, si può fare riferimento al seguente indirizzo che riporta il bilancio provvisorio (dati fino a Settembre) :

http://www.atlantia.it/it/pdf/Rel9M2012ITA.pdf

Diamo un dato finale :

Utile del periodo      687,3 Milioni di Euro (al netto delle tasse per 327,8 Milioni di Euro).

L’ utile è quindi altissimo in rapporto al fatturato (2,5 Miliardi di Euro). Non tutto è riconducibile alle autostrade italiane, in quanto Atlantia è un gruppo diversificato ormai in vari paesi di tutto il mondo (come si desume dallo stesso documento sopra indicato). Ma molto è riconducibile alle autostrade italiane.

Riteniamo che le autostrade siano un Asset nazionale e come tale debba essere valorizzato.

Utili così alti e continui aumenti delle tariffe (oltre il dato dell’ inflazione) richiedono degli aggiustamenti.

Visto che le autostrade operano in regime di monopolio, l’ unico modo per tarare i sovraprofitti è quello di lavorare sul confronto con altre realtà europee e lavorare sulle concessioni, introducendo meccanismi di competizione nelle assegnazioni e/o meccanismi di abbattimento dei sovraprofitti (con ridiscussione delle tariffe a vantaggio della utenza e con un confronto sulla redditività media delle concessioni in Europa).

Ricordiamo che le tariffe delle autostrade (come quelle dei carburanti) sono elemento di costo che entrano nella catena delle materie prime (alimentari e non) e quindi si traducono in elementi inflattivi (anche non trascurabili).

Riferimenti ulteriori :
http://www.lavoce.info/lautostrada-non-cambia-percorso/

 

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