Pareggio di Bilancio. Necessità per le fasce più deboli.

Nel dibattito politico si parla sempre di sviluppo, crescita, debito.

Ho imparato di fronte alle spese pubbliche, a fare un piccolo esercizio che aumenta la responsabilità. Per le spese nazionali, usualmente le divido per 60 Milioni e le moltiplico per 4 (i componenti della mia famiglia).

Quando passano notizie che parlano di sprechi o di scelte di investimenti, tendo sempre a fare quel calcolo. Sapere che sono stati coperti i debiti del comune di Catania per qualche centinaia di Milioni di Euro o che il Civis di Bologna ha comportato sprechi per altrettanto, risulta un concetto un po’ astratto. Ma quando penso che tutto questo mi è costato 20 o 50 Euro, mi riporta ad una dimensione precisa. E le spese diventano più concrete e la responsabilità cresce.

Non esiste spesa statale che non passi dal nostro portafoglio. Che non incida sulla nostra vita. Che non comporti una rinuncia. Per i più deboli, che non generi impossibilità di fare una spesa perchè il denaro è necessario alle tasse.

Iniziamo a dare alcuni dati desunti dalle spese di Competenza 2012 (previsionale), secondo dati forniti dalla Ragioneria di Stato e che sono stati allegati in un post nel nostro sito.

Bilancio
2012 – Competenza
Codice Categoria Economica   della Spesa Descrizione Categoria Economica della Spesa Totale
1 REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE  €   86.931.489.284,00
2 CONSUMI INTERMEDI  €     7.812.292.675,00
3 IMPOSTE PAGATE SULLA PRODUZIONE  €     4.625.563.786,00
4 TRASFERIMENTI CORRENTI AD AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE  €  229.888.495.370,00
5 TRASFERIMENTI CORRENTI A FAMIGLIE E ISTITUZIONI SOCIALI   PRIVATE  €     3.768.664.803,00
6 TRASFERIMENTI CORRENTI A IMPRESE  €     3.972.874.861,00
7 TRASFERIMENTI CORRENTI A ESTERO  €     1.438.667.024,00
8 RISORSE PROPRIE UNIONE EUROPEA  €   18.200.000.000,00
9 INTERESSI PASSIVI E REDDITI DA CAPITALE  €   88.827.484.892,00
10 POSTE CORRETTIVE E COMPENSATIVE  €   49.332.913.280,00
11 AMMORTAMENTI  €     1.074.305.000,00
12 ALTRE USCITE CORRENTI  €     7.598.710.175,00
21 INVESTIMENTI FISSI LORDI E ACQUISTI DI TERRENI  €     3.699.622.422,00
22 CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI  €   13.971.592.487,00
23 CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI AD IMPRESE  €     8.265.691.401,00
24 CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI A FAMIGLIE E ISTITUZIONI SOCIALI   PRIVATE  €          80.073.420,00
25 CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI A ESTERO  €        660.746.821,00
26 ALTRI TRASFERIMENTI IN CONTO CAPITALE  €     9.510.609.541,00
31 ACQUISIZIONI DI ATTIVITA’ FINANZIARIE  €        199.330.952,00
61 RIMBORSO PASSIVITA’ FINANZIARIE  €  239.184.135.079,00
(vuoto) (vuoto)  €                           –
Totale complessivo  €  779.043.263.273,00

La spesa per interessi incide per circa 88 Miliardi di Euro e corrisponde ad una percentuale molto elevata delle spese.

Consideriamo per esempio una famiglia di 4 persone (superiore alla famiglia media italiana ma non di tanto). Se prendiamo la spesa per interessi (88 Miliardi) e la dividiamo per 60 Milioni di Abitanti, otteniamo che in assenza di interessi, la famiglia si troverebbe un reddito aggiuntivo di circa 5.800 Euro.  Poco meno di 500 Euro al mese per famiglia è una cifra che cambierebbe la nostra economia. Aumento di consumi, maggiori soldi da destinare alla cultura, alla istruzione, alla ricerca e sviluppo, ecc. ecc.

Abbattere le spese per interessi è praticamente impossibile.

Ma è necessario arrivare molto rapidamente al pareggio di bilancio.  Raggiungere il pareggio di bilancio non è di destra nè di sinistra. E’ una esigenza soprattutto per le fascie più povere della popolazione.
Le fascie più alte, senza girarci molto intorno, possono scegliere dove, come e quando pagare le tasse. Tutto regolare. Ma la globalizzazione indica che la finanza può spostare ingenti valute da un paese all’ altro in meno di qualche secondo.

E’ possibile riflettere su come ridurre il debito e come raggiungere il pareggio di bilancio. Ma non è possibile derogare al raggiungimento del pareggio di bilancio (ed anche oltre). Ma non in maniera “strutturale” (e cioè senza considerare le spese una tantum), quanto in maniera strutturata e definitiva.

Il deficit di bilancio viene pagato con conseguenze drammatiche proprio dalle categorie più deboli. Dai dipendenti. Dai precari. Dalle aziende che non hanno la struttura per delocalizzare. Dalle aziende che vivono la crisi.

In questo contesto è una necessità ridurre le spese. Come un buon padre di famiglia.

Non è demagogia. E’ una necessità.

In questo contesto sanno di morte per mancanza di risorse, i troppi sprechi. Agli sprechi si aggiungono gli interessi sugli sprechi in un loop perverso.

Non è demagogia chiedere la riduzione degli stipendi dei parlamentari.

Non è demagogia chiedere la riduzione degli stipendi dei parlamentari regionali.

Non è demagogia chiedere la riduzione dei rimborsi ai partiti.

Non è demagogia chiedere la riduzione del numero dei parlamentari.

Non è demagogia, chiedere la riduzione delle pensioni (anche su privilegi acquisiti) di chi ha troppo ed ha versato poco. Esistono casi di politici che prendono pensioni (con vari cumuli) di 20.000 o 30.000 euro netti  al mese.

Non è demagogia chiedere di focalizzarsi sulle spese essenziali.

Non è demagogia chiedere una normativa nuova per i rimborsi degli eletti, anche per evitare i continui scandali.

Non è demagogia chiedere la riduzione o annullamento dei contributi ai giornali di partito.

Non è demagogia dire che il contributo per l’ acquisto dei decoder è pura demagogia.

E’ importante che tutti possano comprendere che si può discutere dove mettere le risorse e dove fare i tagli. Ma il pareggio di bilancio è interesse ed obiettivo di tutti e per tutti.

Ogni politica contraria a questo obiettivo è una politica che prima o poi presenterà il conto. Drammaticamente.

Si è detto che il governo Monti è stato messo in pista dai poteri forti delle banche internazionali per salvaguardare gli interessi di chi detiene il debito pubblico. E’ possibile. Non è escluso.

E’ storicamente accertato che il debito pubblico è stato accumulato nel corso degli ultimi decenni (almeno 30) per una sconsiderata politica di sprechi, di privilegi e di clientelismo.

Le cause del debito sono quindi di natura puramente endogena (forse calata in un contesto di guerra fredda nel quale il tutto veniva accettato ed incentivato per logiche di interessi strategici).

E’ possibile rendere più efficiente la spesa. E’ possibile calare alcune voci. E’ necessario raggiungere il pareggio di bilancio e discutere rapidamente come fare.

L’ anno 2013 è un anno di elezioni. Questo non aiuta il controllo della spesa pubblica. Il 2013 doveva essere l’ anno di raggiungimento del pareggio di bilancio. Ma le manovre, anche recessive, stanno peggiorando il contesto economico, rischiando di innestare un loop perverso che potrebbe diventare non controllabile e che sarebbe pagato soprattuto ed esclusivamente dalle fasce medio basse della popolazione e delle imprese.

Ridurre la spesa deve essere l’ obiettivo numero uno di tutte le persone interessate all’ Italia.

Non si tratta di poteri forti. Di banchieri. Di interessi loschi.

Si tratta di capire che se ci siamo chiusi gli occhi per anni, permettendo spese folli e privilegi ed opere pubbliche inutili e pensioni baby e assunzioni facili e clientelari e tutto questo, adesso dobbiamo risponderne con serietà.

Con equità. Con serietà. Con responsabilità.

Ma molto rapidamente.

Il resto è solo populismo e rischia di condurci su una china pericolosissima.

 

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Politica, Persone, Ideologie ed azioni concrete. Cultura della misurazione.

Come sostenuto in post precedenti, è difficile orientarsi nelle categorie di destra e sinistra. Se in alcuni punti, non ci sono dubbi, in altre occasioni le posizioni sono estremamente sfumate. La Destra italiana è storicamente caratterizzata da uno statalismo che difficilmente si riscontra in altre Destre liberali.

Diventa importante :

1) Slegare il dibattito dalle persone. Questa è una nostra convinzione.

2) I valori sono importanti. Ma sulla carta siamo tutti onesti e trasparenti. Quindi l’ importante è il controllo dell’ azione politica con una presenza informata in tutte le fasi della vita politica.

3) E’ necessario riscoprire il dibattito sulle idee principali. Liberalismo. SocialDemocrazia. Socialismo.

Riportiamo per esempio alcuni articoli su Wikipedia che permettono di orientarsi in maniera più informata sulle categorie che dovrebbero identificare destra e sinistra.

http://it.wikipedia.org/wiki/Socialdemocrazia

http://it.wikipedia.org/wiki/Liberalismo

http://it.wikipedia.org/wiki/Socialismo

Ma poniamo l’ accento che la globalizzazione e l’ evoluzione tecnologica, devono fare pensare alle schematizzazioni come un concetto sorpassato.

La Cina per esempio come la possiamo classificare ? Socialista ? Capitalista ?

Diventa difficile ragionare con schemi collegati al passato.

4) E’ strettamente necessario recuperare un pragmatismo che permetta di andare alla base del problema e permetta di trovare soluzioni slegate da ideologie e schemi mentali.

E’ il problema il driver del nostro futuro. E non possiamo pensare al problema con approcci idelogici passati.

Siamo molto dubbiosi quando parliamo di argomenti concreti (lavoro, economia, impresa, scuola, diritti, doveri).

Hanno tutti delle grandi certezze. Sindacati, partiti, politici.

Ogni problema che affrontiamo ha una ramificazione, una complessità che ci rende piccoli ed umili di fronte alla soluzione. Poche certezze, ma molta voglia di affrontare il problema e di risolverlo con umità e DeterminAzione.

Crediamo che il futuro dovrà essere lontano dalle ideologie e molto più vicino al concetto di Misurazione.

Solo la Misurazione ed il Raffronto, possono dire se la strada intrapresa è quella giusta negli interessi della collettività.

Misurazione come valore democratico di tutela degli interessi comuni.

La Misurazione non è una nuova ideologia. E’ una metodologia che deve essere la base per fare crescere una cultura comune di discussione sui problemi e sulle sfide che saranno sempre più nuove, innovative e per questo difficili.

 

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Fusioni di Comuni. Spending Review e riduzione dei costi

Come sostenuto anche in altri articoli, l’ economia italiana deve ridurre le spese pubbliche come metodo per uscire dalla crisi. Le risorse così liberate, porterebbero contemporaneamente crescita. Essendoci forti disefficienze nella spesa pubblica, questo (se ben realizzato) non porterebbe neppure effetti recessivi.

Vediamo con grossa attenzione l’ iniziativa di fusione di vari comuni.

Citiamo per esempio il caso di San Mauro Pascoli e di Savignano sul Rubicone.

Come citato in questo articolo :

http://www.cesenatoday.it/politica/fusione-comuni-savignano-rubicone-san-mauro-pascoli-comune-unico.html

Inoltre citiamo lo studio sulle ricadute della fusione.

http://www.comune.sanmauropascoli.fc.it/upload/sanmauropascoli/gestionedocumentale/Rapporto_fusione_Rubicone_03.X.12_784_14918.pdf

Questa è una esperienza positiva che fra l’ altro è spinta da un articolo della spending review.

http://www.governo.it/GovernoInforma/spending_review/decreto_legge95_2012.html

Infatti nell’ articolo 20, del decreto legge n.95/2012, si prevedono incentivi per i comuni che decidono un processo di fusione.

Questa metodologia di approccio crediamo che debba continuare ed essere presa come strumento per una diminuzione integrata dei costi dello stato.

 

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Fondazioni Bancarie.

La fondazione bancaria è una persona giuridica mista pubblico-privata senza fini di lucro. Le fondazioni bancarie sono state introdotte per la prima volta nell’ ordinamento italiano con la legge n. 218 del 1990, la cosiddetta legge-delega Amato-Carli, con lo scopo di perseguire valori collettivi e finalità di utilità generale.

Si rilevano alcune proposte di carattere generale.

1) La trasparenza deve aumentare. La disponibilità di informazioni online è molto differenziata da istituzione ad istituzione. Crediamo che (al pari delle pubbliche amministrazioni) sia necessario estendere alle fondazioni bancarie tutti i criteri di trasparenza e di accesso online dei conti e degli investimenti e di tutte le spese effettuate (compreso i compensi per gli organi staturari).

Per loro natura, riteniamo che  le Fondazioni ricadano nell’ ambito di massima trasparenza verso i cittadini.

2) Si propone che le fondazioni siano obbligate alla costituzione di un sito online unico dove posizionare le performance assolute e relative. Nei bilanci sotto riportati, si evidenziano differenze di performance significative (nello stesso anno). Essendo le performance molto difformi, queste non possono essere ricondotte unicamente alla crisi, ma vanno individuati parametri dimensionali e di efficienza che vanno monitorati nell’ interesse della collettività.

3) I parametri di redditività media devono essere confrontati con le performance della singola fondazione, per arrivare a meccanismi che penalizzino le fondazioni che non rispondono a parametri di performance.

Al di là di localismi, l’ utilità pubblica è positiva solo se le performance sono adeguate.

Ragionando per assurdo, se si vendesse il patrimonio a valori di mercato (quelli che si ritengono essere descritti nel bilancio) e dimenticando la reale proprietà della fondazione e tutte le semplificazioni del ragionamento, il patrimonio ridurrebbe il debito pubblico di un valore equivalente. Supponiamo per esempio un patrimonio di 900 Milioni di Euro, il debito pubblico diminuirebbe di 900 Milioni di Euro. Questo comporterebbe alla collettività un minore costo per interessi di circa 45 Milioni di Euro / anno.

Guardando la questione da una logica di interesse collettivo è logico che la somma di incremento patrimoniale, tasse pagate ed erogazioni non possono distanziarsi quindi da una cifra di 45 Milioni di Euro, ed anzi dovrebbero essere superiori per compensare la non misurabilità precisa della utilità sociale delle erogazioni.

Si riporta il rapporto del 2011 sulle fondazioni bancarie italiane. Complessivamente le performance non sono adeguate al patrimonio.

http://www.acri.it/17_ann/17_ann_files/17RAPP.zip

Di seguito i bilanci 2011 di due fondazioni bancarie Emiliano Romagnole.

http://multimedia.fondazione-crmo.it/files/bilancio2011/bilancio-di-missione-e-di-esercizio-2011.pdf

http://www.fondazionecrimola.it/fondazione/bilancio/

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Polizie e Polizia. Dibattito per una semplificazione

Partiamo da questo Post di un sindacato di Polizia.

http://www.facebook.com/photo.php?fbid=423795027678339&set=a.138586662865845.24349.100001435377413&type=3&theater

Crediamo che sia opportuno un dibattito sulla organizzazione di Polizia e delle Polizie e capire quale è la configurazione preferibile.

L’ efficienza della macchina pubblica è necessaria a tutti i livelli.

Il coordinamento crediamo sia una necessità di efficienza e di qualità.

 

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Stato Patrimoniale dei Coniugi

Stato patrimoniale dei coniugi

A norma dell’art. 19 del Codice civile lo stato patrimoniale dei coniugi (per matrimoni avvenuti dopo il 20 settembre 1975) è regolato per legge sulla base della comunione dei beni, a meno che, non esista un accordo diverso registrato su un atto pubblico (riforma del diritto italiano di famiglia, legge del 19 maggio 1975 n. 151).

La comunione dei beni

Sono oggetto delle comunione dei beni:

  • Tutti i beni acquistati in comune da entrambi i coniugi o da ciascuno di loro separatamente, con esclusione di beni ad uso personale
  • I proventi delle attivitá svolte individualmente da ciascuno dei due coniugi
  • Le imprese fondate dopo il matrimonio e condotte da entrambi i coniugi
  • Le rendite dei beni di proprietá di ciascun coniuge, che allo scioglimento della comunione dei beni non sono ancora esaurite.

Il certificato di Stato Patrimoniale dei Coniugi può essere richiesto esclusivamente nel comune dove sono state effettuate le Nozze.

Si propone di verificare se (a costo zero) è possibile fare si che il certificato possa essere richiesto al comune di residenza.

Il certificato è richiesto in varie occasioni ed è necessario anche per operazioni notarili.

Eventuali costi, potrebbero essere a carico di chi richiede il certificato.

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Conti Pubblici. Analisi dei capitoli di spesa delle amministrazioni centrali

I dati più attendibili, aggiornati e completi, li abbiamo trovati nel sito Della Ragioneria Generale dello Stato. In particolare all’ indirizzo :

http://dwrgsweb-lb.rgs.mef.gov.it/DWRGSXL/lb.do

Alleghiamo il file estratto che contiene il previsionale delle spese per l’ anno 2012 dei vari ministeri. Nell’ ultimo foglio di Excel, è riportato il dato in ordine decrescente di importo spesa.

2012_LB_Elaborabile_Spese_Capitolo

Scopriamo l’ acqua calda, ma è importante un approccio analitico alle spese ed una precisione nei capitoli di spesa.

Al momento attuale non siamo in grado di dare dati più approfonditi.

1) Gran parte delle spese sono in interessi (ormai 80 Miliardi di Euro almeno).  Questo vuol dire che lo spread non è solo un concetto astratto ma è un valore che incide pesantemente sulle spese dello stato.

2) Parte importante delle spese è data dalla parte pensionistica.

Una buona base di partenza per ulteriori raffinamenti.

Cercheremo di indentificare con maggiore precisione i vari capitoli di spesa.

Sopratutto cercheremo di verificare in mano di quali attori è posizionato il debito italiano.

Essendo la spesa per interessi una componente fondamentale della spesa pubblica, diventa particolarmente importante capire quali azioni mettere in pista per diminuire questa spesa.

Senza facile demagogia, il controllo dello spread è una delle cure più efficaci per risparmiare denaro pubblico.

Per andare su parametri concreti e facendo una forte semplificazione possiamo dire che 0,5 percento in più di interessi sul debito si traducono in circa 10 Miliardi di spese aggiuntive. La cifra corrisponde a molte finanziarie.

Siamo pragmatici. Nelle voci di spesa abbiamo identificato il costo per gli ammortizzatori sociali. Sembrerebbero essere circa 3 Miliardi di Euro / anno. Una dichiarazione di un politico è in grado di bruciare questa cifra in un giorno.

Azioni ulteriori :

Capire chi possiede il debito pubblico italiano. Capire quale è il tasso medio di interessi per emissione dei titoli di stato.

Definire i trasferimenti fra amministrazione pubblica centrale e periferica.

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Conti Pubblici

Istat

Esiste un interessante strumento dell’ ISTAT che permette di analizzare dati statistici in maniera molto comoda. Si può trovare all’ indirizzo : http://dati.istat.it/

Non è ancora uno strumento analitico che permetta di fare analisi al livello di dettaglio necessario. Inoltre i dati non sempre sono aggiornati (a volte si parla di dati del 2009).

Tutte le amministrazioni pubbliche, dovrebbero riportare i propri dati (navigabili fino al documento prodotto) in un formato molto simile a quello illustrato.

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Uscire dalla bassa crescita. Dalle esigenze di una nuova manovra.

Il governo Monti ha molti meriti, qualche demerito. Ha fatto alcune cose. Si rimanda ad una analisi abbastanza completa presentata dalla Voce.

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003451.html

Sicuramente una delle azioni dove sostanzialmente ha fallito è il controllo della spesa pubblica.

Partiamo da un rapporto economico, abbastanza interessante (la fondazione è vicina a Bersani e all’ ex ministro Visco) :

http://www.nens.it/_public-file/RAPPORTO%20FP.%203.12.12.pdf

Analizzando i vari numeri (macroeconomici) non si deve essere super ricercatori in economia per arrivare ad alcune considerazioni. Considerazioni che non possono essere differenti sia viste dal liberale più convinto, sia dal comunista più convinto.

1) La spesa sta aumentando. Alcuni obiettano che la spesa cresce per il personale, per gli interessi e per la cassa integrazione (in generale per l’ esplosione degli ammortizzatori sociali). In questo momento non riusciamo a trovare dati disaggregati (nè dal sito dell’ Istat, nè altrove) che ci permettano di fare considerazioni puntuali. Questo aspetto rappresenta la sconfitta più pesante del Governo Monti. In realtà è da imputare ad una macchina statale, regionale, provinciale e comunale fuori controllo.

2) Non si esce da questa situazione se non riducendo le spese. Il debito non è ulteriormente incrementabile (una azienda nella situazione dell’ Italia sarebbe già fallita da tempo). Si potrebbe obiettare che la riduzione delle spese è di per se recessiva. Questo è vero  se la spesa è ottimizzata. Ma questo non è vero in Italia. Esistono sprechi, personale non correttamente utilizzato, disparità di spese a livello nazionale. E’ obbligatorio pensare in termini di costi standard, di revisione rapida di tutte le componenti di spesa. Di scelte drastiche e poco popolari (soprattutto verso le caste).

3) La pressione fiscale non è ulteriormente aumentabile. Nè sui redditi bassi, nè sui redditi alti. Al di là della demagogia. I redditi bassi non sono più in grado di supportare un ulteriore aumento delle tasse (si vede dai consumi primari che stanno calando). I redditi più alti, da sempre, scelgono di pagare le tasse fino a quando questo è tollerabile. Poi scelgono di cambiare regime fiscale, andando in altri paesi. Quanto del calo del PIL è dovuto alla migrazione delle aziende PMI verso Austria, Svizzera, Slovenia ed altrove ? Quanti redditi alti stanno cambiando residenza fiscale ed abitativa ?

E’ necessario ridurre le spese. La Revisione delle Spese deve continuare e dare luogo ad un vero movimento di controllo trasparente delle spese dello stato.

Non si tratta di discutere fra principi liberali o principi socialdemocratici.

La pressione fiscale reale è troppo elevata per continuare per lungo tempo senza conseguenze. Inoltre la corruzione percepita (fonte Transparency International) rende odioso a molti l’ onorare i propri obblighi fiscali.

La riduzione delle spese deve essere rapida ed efficace. Su questo la macchina statale è assolutamente impreparata anche perchè manca una reale percezione di dove vengono spesi i soldi.

I bilanci delle società pubbliche sono opachi, poco trasparenti, con una cultura poco orientata al coinvolgimento del cittadino al controllo.

E’ necessario un coinvolgimento da parte di tutta la classe dirigente e dei cittadini orientata alla riduzione delle spese.

Ogni manovra aggiuntiva è destinata non a lacrime e sangue. Questo sarebbe ottimismo. Ma al nulla. Al segno meno. Ad un circolo vizioso dal quale l’ Italia sarebbe destinata a non rialzarsi.

Le idee per ridurre le spese ? Purtroppo diventa molto difficile.

Ma per esempio :

1) Revisione delle pensioni (sopra una certa cifra) in caso di sproporzioni rispetto a quanto realmente versato. Soprattutto in caso di cumulo di pensioni (molto comuni nel caso dei politici).

2) Revisione dei costi della politica. Non timidi segnali, ma ristrutturazione forte.

3) Convergenza verso i costi standard in Sanità. Percorso immediato (anche se graduale).

4) Convergenza verso i costi standard anche al di fuori della sanità. Un percorso immediato che permetta di porre il problema (drammatico ma ineludibile) che non è possibile avere amministrazioni pubbliche con migliaia di addetti in più rispetto ad altre amministrazioni a parità di popolazione.

5) Ridiscussione dei finanziamenti alle imprese (come da rapporto Giavazzi).

6) Calcolo dei costi di riscossione per tutte le imposte, ridefinendo quelle meno efficienti.

Non è più tempo di vivacchiare. Bisogna fare scelte efficienti ed impopolari (se impopolare è dire che un comune non può avere 20 volte gli adetti per abitante rispetto ad un altro comune).

In questi anni di tagli, l’ unica cosa che non è stata tagliata è la Spesa Pubblica. Sembra paradossale.

Azioni da portare avanti :

analisi dei conti pubblici per capire (a fronte dei tagli) quali sono le spese in aumento. Sull’ Istat è presente una serie di informazioni utili a capire la suddivisione delle spese, ma queste non permettono di arrivare a questo livello di dettaglio.

 

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Europa. Percorso da non interrompere

Riportiamo un interessante articolo della Voce. Viene illustrata la nostra bassa capacità di essere allineati con le richieste legislative Europee. Per fortuna nell’articolo viene riportata anche il miglioramento complessivo nel corso degli anni (non tanto in termini relativi, ma in termini assoluti).

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003450.html

L’ Europa è un percorso avviato e che l’ Italia deve continuare.

Diviene importante in generale misurare le performance dell’ Italia in rapporto all’ Europa.

Misurare le performance è una necessità.

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Responsabilità solidale dell’ appaltatore. DECRETO-LEGGE 22 giugno 2012, n. 83

Faremo un punto approfondito sullo stato dell’ arte sulla normativa dell’ appalto e subappalto.

Riteniamo però che lo Stato non possa delegare a terzi i propri controlli.

Capiamo la necessità di aumentare il controllo dei pagamenti e degli adempimenti nella filiera dell’ appalto. Ma lo Stato non può surrogare a terzi parti vitali del proprio essere Stato.

DECRETO-LEGGE 22 giugno 2012, n. 83.

Art. 13-ter
(((Disposizioni    in    materia    di    responsabilita’    solidale
dell’appaltatore).))

((1. Il comma 28 dell’articolo 35 del decreto-legge 4 luglio  2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,  n.
248, e’ sostituito dai seguenti:
“28. In caso di appalto di  opere  o  di  servizi,  l’appaltatore
risponde in solido con il subappaltatore, nei  limiti  dell’ammontare
del corrispettivo dovuto, del versamento  all’erario  delle  ritenute
fiscali  sui  redditi  di  lavoro   dipendente   e   del   versamento
dell’imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore all’erario
in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto  di
subappalto. La responsabilita’ solidale viene meno  se  l’appaltatore
verifica, acquisendo  la  documentazione  prima  del  versamento  del
corrispettivo, che gli adempimenti  di  cui  al  periodo  precedente,
scaduti alla data del versamento, sono stati  correttamente  eseguiti
dal subappaltatore. L’attestazione  dell’avvenuto  adempimento  degli
obblighi di  cui  al  primo  periodo  puo’  essere  rilasciata  anche
attraverso un’asseverazione dei  soggetti  di  cui  all’articolo  35,
comma  1,  del  decreto  legislativo  9  luglio  1997,  n.   241,   e
all’articolo 3, comma 3,  lettera  a),  del  regolamento  di  cui  al
decreto del Presidente della  Repubblica  22  luglio  1998,  n.  322.
L’appaltatore puo’ sospendere il  pagamento  del  corrispettivo  fino
all’esibizione   della   predetta   documentazione   da   parte   del
subappaltatore. Gli  atti  che  devono  essere  notificati  entro  un
termine di decadenza  al  subappaltatore  sono  notificati  entro  lo
stesso termine anche al responsabile in solido.
28-bis. Il committente provvede al  pagamento  del  corrispettivo
dovuto all’appaltatore previa esibizione  da  parte  di  quest’ultimo
della documentazione attestante che gli adempimenti di cui  al  comma
28, scaduti alla data del pagamento  del  corrispettivo,  sono  stati
correttamente   eseguiti   dall’appaltatore   e    dagli    eventuali
subappaltatori. Il  committente  puo’  sospendere  il  pagamento  del
corrispettivo fino all’esibizione della  predetta  documentazione  da
parte dell’appaltatore. L’inosservanza delle modalita’  di  pagamento
previste  a  carico  del  committente  e’  punita  con  la   sanzione
amministrativa pecuniaria  da  euro  5.000  a  euro  200.000  se  gli
adempimenti di cui al comma 28 non sono stati correttamente  eseguiti
dall’appaltatore  e  dal  subappaltatore.  Ai  fini  della   predetta
sanzione si applicano le  disposizioni  previste  per  la  violazione
commessa dall’appaltatore.
28-ter. Le disposizioni di cui ai commi 28 e 28-bis si  applicano
in relazione ai contratti di appalto e subappalto di opere, forniture
e servizi conclusi da soggetti che  stipulano  i  predetti  contratti
nell’ambito di attivita’ rilevanti ai fini  dell’imposta  sul  valore
aggiunto e, in ogni caso, dai soggetti di cui agli articoli 73  e  74
del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto  del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive
modificazioni.  Sono   escluse   dall’applicazione   delle   predette
disposizioni le stazioni appaltanti di cui all’articolo 3, comma  33,
del codice dei  contratti  pubblici  relativi  a  lavori,  servizi  e
forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163))
.

Vogliamo inoltre citare questo interessante articolo che va nella direzione da noi proposta.

http://www.nens.it/_public-file/legislatore%20incompetente%2010.pdf

 

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Scuola. Iniziamo a far risparmiare con poco

Il governo Monti ha fissato un tetto sulla spesa dei liberi di testo. Ottima iniziativa.

Nei fatti però la norma viene disattesa suddividendo i libri in Obbligatori e Facoltativi.

Naturalmente l’ acquisto dei libri facoltativi non è strettamente necessario, ma sappiamo come funzionano i condizionamenti psicologici, la vergogna di non potersi permettere un libro di testo, ecc. ecc.

Crediamo che la norma debba essere rispettata nella forma e nella sostanza e non debba essere aggirata.

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Pubblicato il 1 Novembre 2010

Crediamo che sia importante imporre dei limiti nell’ adozione dei libri di testo.

I libri dovrebbero rimanere in un corso per parecchi anni. Moltissime materie non hanno bisogno di aggiornamenti continui.

E’ diritto degli studenti, potere acquistare libri usati o potere rivendere i libri alla fine dell’ anno.

La scuola non deve essere terreno di profitto per alcune case editrici.

I diritti di alcune classi sociali, si proteggono anche con piccoli interventi che non costano nulla alle casse dello Stato.

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Corruzione e Trasparenza

La Corruzione è il reato più grave. Inquina il vivere civile ed è fonte di altri reati.

Riportiamo il link di wikipedia che approfondisce il tema anche sotto il profilo giuridico : http://it.wikipedia.org/wiki/Corruzione

Lo scopo è quello di fare lo stato dell’ arte giuridico ed iniziare a capire quali sono gli aspetti correlati e le proposte possibili che conducano ad una diminuzione della corruzione.

Nella corruzione in senso generico il pubblico ufficiale o  l’ incaricato di pubblico servizio percepiscono l’utilità in seguito ad un accordo con il privato, viceversa, nella concussione il pubblico ufficiale sfrutta la propria posizione di supremazia o potere per costringere o comunque indurre il privato a corrispondere o promettere denaro od altre utilità. Le due fattispecie criminose sono, pertanto, l’una l’opposto dell’altra. La giurisprudenza si è a questo proposito interrogata sul criterio che consenta di stabilire quando la dazione è frutto di accordo (corruzione) e quando invece è frutto di costrizione o induzione (concussione).

In Italia il concetto di corruzione è riconducibile a diverse fattispecie criminose, disciplinate nel Codice Penale, Libro II – Dei delitti in particolare, Titolo II – Dei delitti contro la pubblica amministrazione. Le relative fattispecie criminose sono tutte accomunate da alcuni elementi:

  1. reati propri del pubblico ufficiale
  2. accordo con il privato
  3. dazione di denaro od altre utilità

Quindi, la corruzione è categoria generale, descrittiva dei seguenti reati:

  • art. 318 c.p. – Corruzione per un atto d’ufficio

  • art. 319 c.p. – Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio

  • art. 319 ter c.p. – Corruzione in atti giudiziari

  • art. 320 c.p. – Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio

  • art. 321 c.p. – Pene per il corruttore

La corruzione è legata intimamente con due concetti fondamentali :

trasparenza.

discrezionalità.

La corruzione diminuisce dove più le procedure nella pubblica amministrazione sono trasparenti e meno sono discrezionali.

Nostro obiettivo è quello di :

1) Definire un punto documentato a riguardo dei temi della corruzione.

2) Analizzare possibili proposte di miglioramento contro la corruzione.

3) Aumentare il dibattito pubblico a riguardo.

Parlare di corruzione non vuol dire parlare solo di etica. Con un approccio pragmatico la corruzione è una delle fonti maggiori di spreco a livello pubblico. la corruzione costa alle tasche dei cittadini e costa molto. Non è un fenomeno lontano. E’ un fenomeno che costa molti soldi. Migliaia di Euro a persona ? Difficile dirlo. A riguardo ci documenteremo in maniera sempre più ampia. Ma la corruzione leva risorse alla scuola, al cibo, alla cultura, ai propri divertimenti, a se stessi.

Facciamo i conti della serva. La corruzione è stata stimata in 60 Miliardi di Euro all’ anno in Italia (fonte Corte Dei Conti). Gli italiani sono circa 60 Milioni.

Ad una famiglia composta da 4 persone, il costo della corruzione ammonta a circa 4.000 euro all’ anno.

Dovremmo preoccuparci di più, anche per solo egoismo ed interesse personale.

Organizzazioni che si occupano di corruzione.

Transparency International. http://www.transparency.it/ass_ti.html

Itaca. Associazione per l’ innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale  http://www.itaca.org/

Link.

Situazione ambientale Regione Lombardia. Commissione Antimafia Comune di Milano. Con Proposte di miglioramento procedure pubbliche.

http://www.itaca.org/documenti/news/Relazione%20semestrale%20Comitato%20Antimafia%20Milano_310712.pdf

Collaborazione fra Transparency International Italia e Commissione Antimafia. Nella stessa pagina, presentazione sulla corruzione.

http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/in+comune/in+comune/commissioni+consiliari/18+antimafia/lavori+della+commissione/transparency_international

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Crescita. Debito. PIL. Quale spiegazione ? Alla ricerca di un indice vero di crescita.

Cosa è la crescita ? Quale parametro la descrive ?

Mi sono confrontato molto spesso con questi temi e non ho ancora trovato una risposta diretta e approfondita.

Essenzialmente la crescita è identificata dal PIL. Lasciamo stare per adesso tutte le implicazioni a riguardo di altri parametri di misura ed altre affermazioni stile Kennedy. Un riferimento sul PIL, può essere trovato in questo link : http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotto_interno_lordo

Il PIL è misurato in rapporto al denaro. Fino a qua nessun dubbio o chiarimento.

Ma il denaro è prodotto dalle Banca Centrale Europea, con controvalore dato da titoli di debito pubblico. Il denaro è anche creato con alcune complesse gestione dei parametri bancari (riserva frazionaria, ecc. ecc.). Si può stimare che il primo è quindi creato solo a debito, mentre tutti gli aspetti di gestione bancaria del denaro siano costanti nel corso del tempo (sappiamo che non è vero in periodi di crisi o in momenti particolari).

Ma la domanda (ed ammetto di essere un ignorante a riguardo) è questa :

come può un sistema crescere se la misura della crescita è prodotta a debito ? Se il denaro misura il PIL, ed il denaro è prodotto con generazione di debito, come può esserci crescita senza debito ?

Si può obiettare che esiste una differenza fra valore nominale del PIL e valore reale del PIL. E che il secondo indicherebbe la quantità di beni  e servizi scambiati nell’ anno in un determinato paese.

Ma per calcolare il PIL non si può che partire dal valore nominale (l’ unico calcolabile statisticamente e misurabile) e poi viene rettificato calcolando il valore reale per confronto sulle serie storiche.

Ma se il valore nominale viene desunto da un parametro che genera debito, come può avvenire la crescita senza debito ?

Diventa importante porsi la domanda di cosa si intende realmente per crescita.

1) Nessuna economia occidentale sta crescendo senza corrispondente crescita del debito.

2) Il debito, per sua natura, tende a diventare una variabile di attrazione del denaro che quindi comporta variazioni significative nella economia di una nazione. Non è una variabile indipendente dalla stessa circolazione del denaro.

Devo rileggere Keynes e molti economisti moderni per trovare una risposta.

Mi sembra che dietro una parola così scontata come Crescita, ci sia ancora molto da capire.

Proprio nel Novecento si è scoperto che misurare un sistema comporta la sua perturbazione (fisica quantistica).

Se misuro la crescita, cosa sto misurando ? Lo scambio di merci e servizi nell’ unità di tempo o la crescita del debito ?

La domanda non è capziosa o inutile. E’ sotto in nostri occhi un degradamento nel tenore di vita di ognuno e di una grande fascia della popolazione. Questo non è dato solo da una cattiva redistribuzione della ricchezza che è sempre esistita. Ma anche da una esplosione del debito.

C’ è qualcosa che sfugge ?

Si potrebbe obiettare che sia la velocità di circolazione delle moneta, che lo scambio di beni e servizi, influenzano il PIL. Quindi, a parità di denaro in circolazione, il PIL può aumentare anche solo aumentando la velocità di circolazione della moneta e quindi lo scambio di beni e servizi. Questa osservazione è corretta.

Ma citiamo sul PIL :

“Il PIL può essere considerato come:

  • la produzione [1], [2] totale di beni e servizi dell’economia, diminuita dei consumi intermedi ed aumentata delle imposte nette sui prodotti (aggiunte in quanto componenti del prezzo finale pagato dagli acquirenti); tale ammontare è pari alla somma dei valori aggiunti a prezzi base delle varie branche di attività economica [3], [4] aumentata delle imposte sui prodotti (IVA, imposte di fabbricazione, imposte sulle importazioni) e al netto dei contributi ai prodotti (contributi agli olivicultori, alle aziende comunali di trasporto, ecc.); il PIL è, infatti, il saldo del Conto della produzione;

  • il valore totale della spesa fatta dalle famiglie per i consumi e dalle imprese per gli investimenti; vale infatti l’identità keynesiana Y=C+G+I+(X-M), dove Y è il PIL, C sono i consumi finali, G è la spesa dello stato, I gli investimenti, X le esportazioni e M le importazioni; l’identità vale in quanto la quota del prodotto destinata alla vendita ma non effettivamente venduta si traduce in un aumento delle scorte, che sono una componente degli investimenti;

  • la somma dei redditi dei lavoratori e dei profitti delle imprese; nell’attività produttiva si sopportano, infatti, costi per l’acquisto di beni e servizi da consumare o trasformare (i consumi intermedi) e costi per la remunerazione dei fattori produttivi lavoro e capitale; la produzione al netto dei consumi intermedi coincide quindi con la somma delle retribuzioni dei fattori.”

Se possiamo considerare come affidabile queste frasi prese da Wikipedia ed anche pensando a semplificazioni di modelli, sorge spontanea la domanda :

come differenziamo la crescita data da maggiore scambio di beni e servizi, dalla crescita creata a debito ? Quale è la misura più affidabile per depurare la crescita sana, da quella costruita con iniezioni di debito ?

Facciamo un esempio molto banale (sempre preso da Wikipedia) :

Se, per esempio, in un’economia molto piccola, in cui ci sono solo 50 euro in tutto, un contadino e un meccanico acquistano, nel corso di un anno, merci e servizi l’uno dall’altro nelle tre seguenti transazioni

  • il meccanico compra grano dal contadino per 40 euro;
  • il contadino spende 50 euro per far riparare il trattore dal meccanico;
  • il meccanico acquista un gatto dal contadino per 10 euro;

allora 100 euro hanno cambiato mano nel corso dell’anno, sebbene ci siano solamente 50 euro in questo piccolo sistema economico. Questo livello di 100 euro è possibile poiché ciascun euro è stato speso in media due volte nell’anno; ciò equivale a dire che la velocità della moneta è stata pari a 2/anno.

Questi sono quindi i valori scambiati :

40 meccanico   contadino
50 contadino meccanico
10 meccanico contadino
100

Stato del sistema nel corso dell’ evoluzione :

possesso ora 0 op1 op2 op3
M 40 0 50 40
C 10 50 0 10

Dove nella riga M e C, viene riportata (dopo ogni operazione) la situazione delle finanze del meccanico e del contadino.

Facciamo due ipotesi di crescita. Una che avviene tramite aumento dei beni scambiati. L’ altra a debito.

40 meccanico   contadino
50 contadino meccanico
10 meccanico contadino
5 meccanico contadino
5 contadino meccanico
110 crescita del 10%

In questo caso sono stati aggiunti due scambi nella stessa unità di tempo. Di fatto l’ economia ristretta ha beneficiato di un ulteriore scambio di beni e servizi e quindi possiamo dire che è cresciuta rispetto all’ anno precedente.

Possiamo riassumere gli stati dell’ economia in :

possesso ora0 op1 op2 op3 op4 op5
M 40 0 50 40 35 40
C 10 50 0 10 15 10

Ora vediamo una operazione di crescita basata sul debito.

40 meccanico contadino
50 contadino meccanico
10 meccanico contadino
operazione straordinaria di   debito. Il contadino accede ad un prestito esterno del sistema di 20 euro per   spesa straordinaria (20 euro)
20 contadino meccanico
120 crescita del 20%

Con le relative situazione finanziarie del contadino e del meccanico.

possesso ora0 op1 op2 op3 debito op4
M 40 0 50 40 40 60
C 10 50 0 10 30 10

In questo caso la crescita  è ancora più marcata. Corrispondente al 20%, anno su anno.

Ma questa crescita è solo fittizia. Il prestito sarà da restituire (assieme agli interessi), incidendo negativamente sulle crescite future.

Il modello sopra esposto è veramente molto semplificato e non considera molte variabili. Ma mi sembra di potere sostenere che la misura del PIL non tenga conto della crescita del debito. Da quello che posso capire è come misurare la crescita di una azienda dal fatturato. E’ un approccio che sappiamo essere molto parziale ed assolutamente slegato dalla reale crescita aziendale (intesa come creazione di ricchezza).

Sorge quindi una domanda spontanea (ancora più forte delle precedenti) :

o il nostro ragionamento è viziato da considerazioni teoriche e pratiche errate, oppure il PIL non non da l’ indicazione esatta di ricchezza e di crescita della ricchezza.

Il valore corretto di crescita di ricchezza, non può non tenere conto della crescita corrispondente di debito.

Come mai non se ne tiene conto nel dibattito mediatico ?

Riportiamo, a titolo esemplificativo, un grafico sulle serie storiche del rapporto Debito / PIL.

File:Dept.svg

Ritengo più affidabile come parametro di crescita un qualche valore che tenga in considerazione il rapporto PIL/Debito. In questo senso, paradossalmente l’ Italia è la nazione che ha più performato dal 1995 al 2012, eccetto negli ultimi anni dove si è andati incontro ad un pesante scivolamento del rapporto Debito/PIL.

Ma esiste anche un altro parametro che deve essere inglobato in un parametro di crescita. Il parametro è il PIL procapite. Infatti se al contadino ed al meccanico viene aggiunto al sistema un terzo attore (il fioraio), il sistema si può dire in crescita solo oltre il 33% di scambi rispetto al periodo precedente.

Tutte queste considerazioni credo che richiedano approfondimenti.

Oltre ai difetti del PIL ben noti (si rimanda alle affermazioni di Kennedy sulla tipologie di beni inglobati nel calcolo del PIL), si ritiene che il PIL sia proprio un cattivo (o almeno fuorviante) indicatore di crescita.

Siamo poco abituati alla misura come valore positivo di valutazione. In tutti i settori.

Dal grafico sopra esposto, parlare di crescita e recessione diventa non un punto di vista, ma una necessaria riflessione.

Gli scandali finanziari e le crisi finanziare del 2008, dimostrano che controllare i parametri giusti della crescita permetterebbe di evitare ulteriori disastri, prima che questi si presentino.

Riportiamo per esempio questo grafico che rappresenta la crescita del rapporto Debito / PIL, collegata ai governi dell’ epoca (riferimento l’ Inkiesta e l’ articolo http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italiano).

Il debito pubblico in Italia

Nella massificazione delle informazioni, riteniamo importante determinare un unico indice di crescita che permetta con maggiore precisione il fattore debito nella crescita del sistema.

 

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Evoluzioni.

DeterminAzione si sta strutturando. Pensiamo di dare una priorità a due aspetti :

1) Policy. Il sistema di regole che caratterizza il sito, le collaborazioni, i rapporti interni ed esterni sono la base strategica per la nostra evoluzione. Grande attenzione sarà posta alle policy che saranno assolutamente ragionate e pubblicate. Siamo alla ricerca di strumenti innovativi e regole chiare e profonde per evitare che DeterminAzione possa sviare dai propri obiettivi. La crescita va governata.

2) Specializzazione. Nel prossimo periodo grossa attenzione sarà dedicata a due temi :

Innovazione e nuove tecnologie.

Trasparenza e Corruzione.

Entrambi dovranno essere elemento caratterizzante di un metodo che possa costituire una base per nuove estensioni della squadra.

la Corruzione è un tema che ci è caro in quanto è il peggiore dei reati e dei comportamenti. Infatti in un ambiente corrotto, anche gli altri reati proliferano in quanto i controlli sono attenuati.

 

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Programmi, Persone, Idee

E’ semplice dire che i programmi sono più importanti delle persone. Che le idee sono prioritarie rispetto alla comunicazione, al mezzo, al volume.

Siamo circondati da un culto rivolto alla persona. Tutte le discussioni sono incentrate su chi veicola le (poche) idee. Su come le veicola e di perchè le veicola.

Riteniamo fondamentale riportare all’ attenzione un semplice insieme di domande :

cosa vogliamo essere, dove vogliamo andare e come ci possiamo arrivare.

Tutto il resto è culturismo e non cultura, personalismo e non rispetto della persona.

Dobbiamo riappropriarci del gusto di pensare e di partecipare. Con DeterminAzione.

Quando ci lamenteremo, è sufficiente pensare. Ma io, cosa sto facendo per evitare che tutto ciò accada.

Esiste un grande insegnamento da parte di uno sportivo prematuramente scomparso ed al quale siamo legati.

L’ importante non è vincere, nè (ipocritamente) solo partecipare. L’ importante è volere vincere.

Quindi l’ importante non è cambiare le cose, nè sperare di farlo. L’ importante è volere cambiare le cose. Ed agire di conseguenza.

 

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Spesa pubblica. Limiti

In riferimento a notizie di questo tipo :

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2012/11/30/news/indagato_il_presidente_rossi_per_il_maxibuco_all_asl_di_massa-47798121/

Diventa importante fissare le norme per arrivare ad evitare che le amministrazioni pubbliche possano spendere più di quello che incassano a qualsiasi titolo.

Se i casi di dissesto sono sempre più diffusi, porsi il problema di quale meccanismo può evitare queste degenerazioni, diventa particolarmente importante.

Il pareggio di bilancio deve essere un obiettivo non solo per l’ amministrazione centrale, ma per tutte le amministrazioni pubbliche.

Quali forme giuridiche possono garantire il cittadino ed impedire all’ amministratore della cosa pubblica di arrivare a situazioni di debito non più gestibili ?

 

 

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Azienda. Manifesto

Che tipo di sviluppo vogliamo.

  • Basato sul merito.
  • Le aziende non devono essere assistite.
  • Rispetto della legalità. Ogni forma di lavoro nero deve essere bandito.
  • Maggiore flessibilità, ma in una ottica di stabilità del rapporto.
  • Rapporto con il fisco equo e trasparente. Il fisco deve essere al servizio delle aziende oneste.
  • Meccanismo fiscale che incentivi driver dati da obiettivi macro economici (incentivazione all’ occupazione, green economy, ecc. ecc.)
  • Carico fiscale equo. Deve calare la spesa pubblica e non aumentare il carico fiscale sulle imprese.
  • Emersione del nero fiscale. Ma con parallela discesa del fisco.
  • La pubblica amministrazione è al servizio delle imprese e non viceversa.
  • Appalti pubblici trasparenti e basati su regole di contrasto alla criminalità.
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Primarie. Esigenza di regolamentazione

Si cita questo articolo :

http://www.linkiesta.it/blogs/camera-con-vista/nonostante-il-regolamento-ho-votato-alle-primarie-due-volte

Riteniamo che sia importante normare le primarie con interventi legislativi. Paventiamo derive incontrollate, con infiltrazioni anche della criminalità.

 

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Trasparenza. Anagrafe degli eletti.

In relazione alla trasparenza delle cariche pubbliche, siamo a favore dell’ iniziativa che evidenziamo di seguito nella pagina di Wikipedia.

http://it.wikipedia.org/wiki/Anagrafe_degli_eletti

Un estratto :

L’Anagrafe degli eletti, o Anagrafe pubblica degli eletti, è una campagna lanciata dal movimento Radicali Italiani nell’estate 2008, per la riforma in direzione anglosassone della trasparenza nelle istituzioni politiche italiane ed europee[1], verso una maggiore trasparenza.

L’idea di base è quella di pubblicare su internet i dati riguardanti le presenze, lo svolgimento dei lavori, i risultati, gli stipendi, gli emolumenti, le consulenze, i pagamenti, di tutti i politici eletti e di tutte le persone che ricoprono un ruolo politico pubblico.

Quest’elenco quindi comprende: europarlamentari, ministri, deputati, senatori, assessori regionali, consiglieri regionali, assessori provinciali, consiglieri provinciali, assessori comunali, consiglieri comunali, consiglieri municipali, e tutti i loro collaboratori.

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