Crescita. Debito. PIL. Quale spiegazione ? Alla ricerca di un indice vero di crescita.

Cosa è la crescita ? Quale parametro la descrive ?

Mi sono confrontato molto spesso con questi temi e non ho ancora trovato una risposta diretta e approfondita.

Essenzialmente la crescita è identificata dal PIL. Lasciamo stare per adesso tutte le implicazioni a riguardo di altri parametri di misura ed altre affermazioni stile Kennedy. Un riferimento sul PIL, può essere trovato in questo link : http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotto_interno_lordo

Il PIL è misurato in rapporto al denaro. Fino a qua nessun dubbio o chiarimento.

Ma il denaro è prodotto dalle Banca Centrale Europea, con controvalore dato da titoli di debito pubblico. Il denaro è anche creato con alcune complesse gestione dei parametri bancari (riserva frazionaria, ecc. ecc.). Si può stimare che il primo è quindi creato solo a debito, mentre tutti gli aspetti di gestione bancaria del denaro siano costanti nel corso del tempo (sappiamo che non è vero in periodi di crisi o in momenti particolari).

Ma la domanda (ed ammetto di essere un ignorante a riguardo) è questa :

come può un sistema crescere se la misura della crescita è prodotta a debito ? Se il denaro misura il PIL, ed il denaro è prodotto con generazione di debito, come può esserci crescita senza debito ?

Si può obiettare che esiste una differenza fra valore nominale del PIL e valore reale del PIL. E che il secondo indicherebbe la quantità di beni  e servizi scambiati nell’ anno in un determinato paese.

Ma per calcolare il PIL non si può che partire dal valore nominale (l’ unico calcolabile statisticamente e misurabile) e poi viene rettificato calcolando il valore reale per confronto sulle serie storiche.

Ma se il valore nominale viene desunto da un parametro che genera debito, come può avvenire la crescita senza debito ?

Diventa importante porsi la domanda di cosa si intende realmente per crescita.

1) Nessuna economia occidentale sta crescendo senza corrispondente crescita del debito.

2) Il debito, per sua natura, tende a diventare una variabile di attrazione del denaro che quindi comporta variazioni significative nella economia di una nazione. Non è una variabile indipendente dalla stessa circolazione del denaro.

Devo rileggere Keynes e molti economisti moderni per trovare una risposta.

Mi sembra che dietro una parola così scontata come Crescita, ci sia ancora molto da capire.

Proprio nel Novecento si è scoperto che misurare un sistema comporta la sua perturbazione (fisica quantistica).

Se misuro la crescita, cosa sto misurando ? Lo scambio di merci e servizi nell’ unità di tempo o la crescita del debito ?

La domanda non è capziosa o inutile. E’ sotto in nostri occhi un degradamento nel tenore di vita di ognuno e di una grande fascia della popolazione. Questo non è dato solo da una cattiva redistribuzione della ricchezza che è sempre esistita. Ma anche da una esplosione del debito.

C’ è qualcosa che sfugge ?

Si potrebbe obiettare che sia la velocità di circolazione delle moneta, che lo scambio di beni e servizi, influenzano il PIL. Quindi, a parità di denaro in circolazione, il PIL può aumentare anche solo aumentando la velocità di circolazione della moneta e quindi lo scambio di beni e servizi. Questa osservazione è corretta.

Ma citiamo sul PIL :

“Il PIL può essere considerato come:

  • la produzione [1], [2] totale di beni e servizi dell’economia, diminuita dei consumi intermedi ed aumentata delle imposte nette sui prodotti (aggiunte in quanto componenti del prezzo finale pagato dagli acquirenti); tale ammontare è pari alla somma dei valori aggiunti a prezzi base delle varie branche di attività economica [3], [4] aumentata delle imposte sui prodotti (IVA, imposte di fabbricazione, imposte sulle importazioni) e al netto dei contributi ai prodotti (contributi agli olivicultori, alle aziende comunali di trasporto, ecc.); il PIL è, infatti, il saldo del Conto della produzione;

  • il valore totale della spesa fatta dalle famiglie per i consumi e dalle imprese per gli investimenti; vale infatti l’identità keynesiana Y=C+G+I+(X-M), dove Y è il PIL, C sono i consumi finali, G è la spesa dello stato, I gli investimenti, X le esportazioni e M le importazioni; l’identità vale in quanto la quota del prodotto destinata alla vendita ma non effettivamente venduta si traduce in un aumento delle scorte, che sono una componente degli investimenti;

  • la somma dei redditi dei lavoratori e dei profitti delle imprese; nell’attività produttiva si sopportano, infatti, costi per l’acquisto di beni e servizi da consumare o trasformare (i consumi intermedi) e costi per la remunerazione dei fattori produttivi lavoro e capitale; la produzione al netto dei consumi intermedi coincide quindi con la somma delle retribuzioni dei fattori.”

Se possiamo considerare come affidabile queste frasi prese da Wikipedia ed anche pensando a semplificazioni di modelli, sorge spontanea la domanda :

come differenziamo la crescita data da maggiore scambio di beni e servizi, dalla crescita creata a debito ? Quale è la misura più affidabile per depurare la crescita sana, da quella costruita con iniezioni di debito ?

Facciamo un esempio molto banale (sempre preso da Wikipedia) :

Se, per esempio, in un’economia molto piccola, in cui ci sono solo 50 euro in tutto, un contadino e un meccanico acquistano, nel corso di un anno, merci e servizi l’uno dall’altro nelle tre seguenti transazioni

  • il meccanico compra grano dal contadino per 40 euro;
  • il contadino spende 50 euro per far riparare il trattore dal meccanico;
  • il meccanico acquista un gatto dal contadino per 10 euro;

allora 100 euro hanno cambiato mano nel corso dell’anno, sebbene ci siano solamente 50 euro in questo piccolo sistema economico. Questo livello di 100 euro è possibile poiché ciascun euro è stato speso in media due volte nell’anno; ciò equivale a dire che la velocità della moneta è stata pari a 2/anno.

Questi sono quindi i valori scambiati :

40 meccanico   contadino
50 contadino meccanico
10 meccanico contadino
100

Stato del sistema nel corso dell’ evoluzione :

possesso ora 0 op1 op2 op3
M 40 0 50 40
C 10 50 0 10

Dove nella riga M e C, viene riportata (dopo ogni operazione) la situazione delle finanze del meccanico e del contadino.

Facciamo due ipotesi di crescita. Una che avviene tramite aumento dei beni scambiati. L’ altra a debito.

40 meccanico   contadino
50 contadino meccanico
10 meccanico contadino
5 meccanico contadino
5 contadino meccanico
110 crescita del 10%

In questo caso sono stati aggiunti due scambi nella stessa unità di tempo. Di fatto l’ economia ristretta ha beneficiato di un ulteriore scambio di beni e servizi e quindi possiamo dire che è cresciuta rispetto all’ anno precedente.

Possiamo riassumere gli stati dell’ economia in :

possesso ora0 op1 op2 op3 op4 op5
M 40 0 50 40 35 40
C 10 50 0 10 15 10

Ora vediamo una operazione di crescita basata sul debito.

40 meccanico contadino
50 contadino meccanico
10 meccanico contadino
operazione straordinaria di   debito. Il contadino accede ad un prestito esterno del sistema di 20 euro per   spesa straordinaria (20 euro)
20 contadino meccanico
120 crescita del 20%

Con le relative situazione finanziarie del contadino e del meccanico.

possesso ora0 op1 op2 op3 debito op4
M 40 0 50 40 40 60
C 10 50 0 10 30 10

In questo caso la crescita  è ancora più marcata. Corrispondente al 20%, anno su anno.

Ma questa crescita è solo fittizia. Il prestito sarà da restituire (assieme agli interessi), incidendo negativamente sulle crescite future.

Il modello sopra esposto è veramente molto semplificato e non considera molte variabili. Ma mi sembra di potere sostenere che la misura del PIL non tenga conto della crescita del debito. Da quello che posso capire è come misurare la crescita di una azienda dal fatturato. E’ un approccio che sappiamo essere molto parziale ed assolutamente slegato dalla reale crescita aziendale (intesa come creazione di ricchezza).

Sorge quindi una domanda spontanea (ancora più forte delle precedenti) :

o il nostro ragionamento è viziato da considerazioni teoriche e pratiche errate, oppure il PIL non non da l’ indicazione esatta di ricchezza e di crescita della ricchezza.

Il valore corretto di crescita di ricchezza, non può non tenere conto della crescita corrispondente di debito.

Come mai non se ne tiene conto nel dibattito mediatico ?

Riportiamo, a titolo esemplificativo, un grafico sulle serie storiche del rapporto Debito / PIL.

File:Dept.svg

Ritengo più affidabile come parametro di crescita un qualche valore che tenga in considerazione il rapporto PIL/Debito. In questo senso, paradossalmente l’ Italia è la nazione che ha più performato dal 1995 al 2012, eccetto negli ultimi anni dove si è andati incontro ad un pesante scivolamento del rapporto Debito/PIL.

Ma esiste anche un altro parametro che deve essere inglobato in un parametro di crescita. Il parametro è il PIL procapite. Infatti se al contadino ed al meccanico viene aggiunto al sistema un terzo attore (il fioraio), il sistema si può dire in crescita solo oltre il 33% di scambi rispetto al periodo precedente.

Tutte queste considerazioni credo che richiedano approfondimenti.

Oltre ai difetti del PIL ben noti (si rimanda alle affermazioni di Kennedy sulla tipologie di beni inglobati nel calcolo del PIL), si ritiene che il PIL sia proprio un cattivo (o almeno fuorviante) indicatore di crescita.

Siamo poco abituati alla misura come valore positivo di valutazione. In tutti i settori.

Dal grafico sopra esposto, parlare di crescita e recessione diventa non un punto di vista, ma una necessaria riflessione.

Gli scandali finanziari e le crisi finanziare del 2008, dimostrano che controllare i parametri giusti della crescita permetterebbe di evitare ulteriori disastri, prima che questi si presentino.

Riportiamo per esempio questo grafico che rappresenta la crescita del rapporto Debito / PIL, collegata ai governi dell’ epoca (riferimento l’ Inkiesta e l’ articolo http://www.linkiesta.it/debito-pubblico-italiano).

Il debito pubblico in Italia

Nella massificazione delle informazioni, riteniamo importante determinare un unico indice di crescita che permetta con maggiore precisione il fattore debito nella crescita del sistema.

 

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