Affitti. Quale soluzione ?

Facciamo una doverosa premessa. Il problema degli affitti (di natura privata o commerciale) non si risolve se non risolvendo anche il problema delle cause civili e del diritto del locatore di ritornare in possesso immediato del bene in caso di insolvenza del locatario.

Fatta questa doverosa premessa, vogliamo fare alcune considerazioni.

Ogni città ha decine e decine di immobili in affitto o in vendita. Alcuni di questi sono in attesa di essere affittati da anni.

In molti casi siamo in condizione di una sovraproduzione di beni (per esempio nel caso di beni a scopo produttivo o commerciale). Sovraproduzione dovuta anche ad un eccesso di investimenti nel settore edile, considerato fino a pochi anni fa la gallina dalle uova d’ oro.

Crediamo però che sia saggio riflettere se è giusto che la collettività sprechi così alte disponibilità di capitale.

E’ saggio ritenere che l’ ICI dovrebbe colpire in maniera differente i locali non affittati, rispetto a quelli affittati (e naturalmente correttamente dichiarati ai fini delle imposte) ?

Una penalizzazione dei locali sfitti, potrebbe essere di aiuto all’ economia, anche a vantaggio di campi dell’ economia nazionale più innovativi e bisognosi quindi maggiormente di investimenti in capitale ?

Incentivare l’ incontro forzoso fra domanda ed offerta è da considerare benefico e utile ?

Ragionando in astratto, massimizzare l’ impiego di capitale è di per se utile. Inoltre la riduzione dei prezzi delle locazioni (e quindi delle conseguenti vendite) ha effetto negativo nell’ edilizia, ma può avere conseguenze benefiche sulle aziende di produzione, rendendole più competitive.

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Capitale, lavoro e moneta.

Parlo come singolo. Sono ignorante in economia. Appassionato ma ignorante. Ignorante in senso buono. Ignoro gli sviluppi, le ricerche, le teorie.

Mi sembra pero’ che sia stato affrontato molto bene il rapporto fra lavoro e capitale, che sia stato analizzata la dinamica della moneta e del sistema economico.

Mi sembra, da ignorante, che non sia stato analizzato il rapporto fra capitale, lavoro e moneta.

Perche’ mi pare che il succo della globalizzazione sia proprio fra questi tre elementi.

Dove una invariante (il lavoro a parita’ di abilita’), viene valorizzato a prezzi differenti a seconda del luogo dove viene erogato. E questo muove ingenti capitali interessati a sempre maggiori profitti.

Si potrebbe obiettare che dove e’ maggiore l’ offerta (di lavoro), allora i salari sono bassi.

Ma abbiamo risolto anche questo problema (scusate la considerazione cosi ironicamente tragica), portando l’ offerta di lavoro italiana a valori altissimi.

Da ignorante ci sono aspetti fra capitale, lavoro e moneta, che mi sfuggono.

Perche’ esiste domanda di beni. Non siamo in condizione di crisi da sovraproduzione. Ma manca La moneta per pagare quei beni.

L’ offerta di lavoro abbonda, cosi’ come le cose da fare. I beni da produrre, i servizi che interessano. Ma tutto pare come piu’ immobile. I bisogni ed i beni non si incontrano.

Su questo aspetto si fonda la vita di milioni di persone. Perche’ se non saremo in grado di governare i processi della globalizzazione, il mondo di domani sara’ peggio di quello di ieri.

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Cosa e’ la globalizzazione. Difficile accettarlo.

Guardiamo alla globalizzazione, di solito, come ad un fenomeno dove le imprese trasferiscono le fabbriche in luoghi dove la manodopera costa meno.

Le categorie del pensiero sono pero’ importanti ed importante e’ classificare i fenomeni correttamente, per potere reagire.

La globalizzazione e’ quel fenomeno che sta portando milioni di persone che erano sotto la soglia di poverta’, ad avere un tenore di vita quasi dignitosi.

Molti si stanno arricchendo sfruttando semplicemente le loro rendite di posizione. E la globalizzazione e’ stata lanciata solo per aumentare gli interessi di pochi.

Ma e’ il fenomeno piu’ egualitario (anche se dietro esiste comunque lo sfruttamento dei pochi) che la storia dell’ umanita’ abbia visto.

La globalizzazione e’ un fenomeno complesso. Difficile da governare.
Ma ricco di opportunita’.

Che un contadino italiano possa girare in suv e un contadino cinese non riesca neanche a mettere assieme una scodella di riso, questo fa soffrire i giusti.

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La nostra opinione.

Di questi tempi non si parla piu’ ne’ di ideologie, ne’ di idee.

Il comunismo non e’ uguale al capitalismo. Facile in questo caso. Ma preferiamo un modello egualitario, elitario, in quale forma ?

Noi riteniamo che sia giusto che persone piu’ abili, nella scienza, nell’ economia, nel commercio, nella politica, abbiano di piu’. Oppure semplicemente persone piu’ fortunate.

E’ giusto che un calciatore guadagni tanto. Secondo regole di mercato. Basta che il suo denaro arrivi dal mercato e non sia preso da capitoli di spesa nascosti.

Una impresa deve guadagnare. Un imprenditore deve guadagnare. Perche’ l’ impresa in un mercato libero deve molto ai suoi operai, ai suoi impiegati, ai suoi dirigenti. Ma deve molto anche al genio di quell’ imprenditore che ne detta le linee e ne porta avanti il peso.

Ma senza ombra di dubbio una societa’ giusta e’ una societa’ dove due ragazzi, uno ricco ed uno povero, hanno la stessa probabilita’ di conseguire i giusti profitti e le giuste soddisfazioni nella vita. Siano essi l’ educazione, la fama, il successo.

Ma il merito e’ l’ elemento secondo cui una societa’ giusta deve ridistribuire la ricchezza, garantendo ad ognuno un livello minimo di ricchezza.

Gridiamo con tutte le forze che un operaio non e’ un imprenditore fino a quando non dimostrera’ di averne le capacita’. E quindi dovrebbe avere rispetto ed accettare le diversita’ anche economiche. Ma una societa’ giusta deve permettere a quell’ operaio e a tutti i suoi figli di potere dimostrare le proprie abilita’ e capacita’.

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Multe, velocita’ e sicurezza

Sui limiti di velocita’ e sulle infrazioni bisogna cambiare.

1) le multe sono percepite piu’ come un modo per fare cassa che un modo per prevenire gli incidenti.

2) i ricorsi intasano la giustizia

3) la sicurezza latita

Anche le multe sono lo specchio del rapporto fra cittadino e Stato.

Bisogna :

1) le multe devono essere a carico della polizia. I fondi devono essere destinate a capitoli di spesa generale ed orientate alla sicurezza stradale. Gli operatori della polizia devono essere incentivati a risultati commisurati ai miglioramenti sulla incidentalita’.

2) rivedere le norme sulla velocita’ con penalizzazione dei comportamenti vistosamente pericolosi. 55 chilometri in una strada con limite da 50 e’ un comportamento letteralmente diverso da andare ai 150 dove i limiti sono 70.

3) abolire i ricorsi e stabilire norme chiare e tarature degli strumenti serie e non discutibili. Se un automobilista va ai 150 in un tratto in cui il limite e’ dei 70, nessun cavillo lo deve salvare.

3)

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Tasse, regioni virtuose e sprechi

In questi giorni si parla di incremento dell’ Irpef regionale per le regioni meno virtuose (costi legati soprattutto alla sanita’).

Crediamo che Questo meccanismo dovrebbe essere diffuso nei rapporti cittadino-tassazione.

Inoltre dovrebbero esistere meccanismi obbligatori di regolazione dei deficit nelle pubbliche amministrazioni.

E’ solo mettendo le mani in tasca al cittadino e chiedendo soldi espressamente per il disservizio della politica che il cittadino si accorgera’ che il denaro e’ meno pubblico di quello che puo’ apparire.

Ragionando in positivo, se i politici sapranno spiegare le loro visioni di lungo periodo, potranno anche attingere al consenso e fare investimenti straordinari.

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3 gradi di giudizio

3 gradi di giudizio sono una tutela per il cittadino.

Una analisi potrebbe essere messa in atto per verificare se è possibile ridurre i gradi di giudizio in vari casi.

Per esempio :

1) In causa civile se gli importi sono sotto una certa cifra.

2) Nel penale, nel caso due gradi di giudizio siano favorevoli all’ imputato.

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Meritocrazia

Riportiamo l’ articolo 34 della nostra Costituzione.

Art. 34.

La scuola è aperta a tutti.

L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Si propone di incrementare i fondi destinati agli studenti più meritevoli e privi di mezzi. Questi fondi potranno essere presi da altre risorse (incremento per esempio delle tasse scolastiche).  Con poche modifiche è possibile avere già dei risultati importanti.

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Stipendi Parlamentari

La spesa pubblica deve essere diminuita.

Non è demagogia proporre una riduzione dei costi complessivi della politica.

Si cita per esempio come riferimento questo articolo sul sito lavoce.info http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000434-351.html

In realtà, i costi dei parlamentari sono alti, rispetto altri paesi Europei.

Ricordiamo però che l’ equilibrio deve essere garantito. Lo stipendio deve essere tarato rispetto alle responsabilità assunte e alle professionalità richieste.

Inoltre lo stipendio (come pure le tutele pensionistiche) deve essere pensate per garantire l’ autonomia nella azione parlamentare.

Dobbiamo garantire (nelle considerazioni che facciamo) che parlamentari di buona volontà, abbiano la tutela necessaria se nella loro autonomia calpestano qualche interesse scomodo.

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Trasparenza

E’ necessario aumentare la trasparenza nella pubblica amministrazione.

Parallelamente agli obblighi di fatturazione elettronica già previsti, è necessario introdurre l’ obbligo per le pubblichie amministrazioni di rendere pubblico ogni dato riguardo a costi e fatture sostenuti. Con pubblicazione dei dati economici, dati sui fornitori.

I dati devono essere visualizzabili facilmente in maniera informatica in una piattaforma centralizzata e standardizzata.

Citiamo per esempio questo sito.

http://openspending.org/

L’ idea è interessante e dovrebbe permettere una navigazione spinta fino al singolo dettaglio.

La legge dovrebbe permettere delle spese riservate, ma molto concentrate in pochi settori e solo ai fini della sicurezza nazionale.

E’ necessario inoltre pubblicare i costi sia dei dirigenti, sia dei consigli di amministrazione e presidenti. Il costo però deve contenere anche la parte previdenziale. Da una ricerca su Internet appare che il costo indicato sui siti è sempre la RAL. La RAL non comprende in contributi previdenziali a carico dell’ azienda e la differenza (variabile secondo il reddito) è di circa il 30%. A questo si aggiunge (per le persone più anziane) il costo elevato del metodo pensionistico del costo contributivo, piuttosto che del retributivo.
Quindi una retribuzione di 190.000 euro (RAL), può costare alla collettività (tutto sommato) anche 300.000 euro / annui. L’ importante è che la cifra sia pubblicata per intero.

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Assicurazioni

E’ opportuno inserire ancora aggiustamenti per rendere piu’ competitivo il settore della RCAuto.

Le azioni devono essere orientate ad aumentare la competizioni fra assicurazioni, ma anche nella riduzione delle truffe verso le assicurazioni.

Tipico caso nel quale le disfunzioni della giustizia si pagano cash.

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Rendite finanziarie

Siamo dell’ avviso che e’ necessario aumentare la tassazione sulla rendita (finanziaria e non).

Con un approccio pragmatico e’ necessario valutare anche i possibili effetti.

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Corruzione

Le statistiche di http://www.transparency.org/ ci relegano in posizioni da terzo mondo.

E’ necessario avviare uno studio organico di azioni contro la corruzione.

La corruzione e’ il peggiore dei reati contro la propria patria e contro la collettivita’.

Una strada e’ quella di ridurre la discrezionalita’ in ogni ambito dei rapporti con la pubblica amministrazione.

Forse non e’ un problema di leggi. Forse e’ un problema di cultura.

Questo e’ pero’ un tema forte. E prioritario.

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Sindacati

Chi lavora in un sindacato non ha il diritto alle tutele dell’ articolo 18.

Noi siamo, come evidenziato in altri post, per rendere omogenei i diritti di tutti i lavoratori.

Perche’ per noi i lavoratori sono prima persone.

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Sindacati e impresa : quale governance

Si propone di incentivare la partecipazione dei sindacati nella governance aziendale.

Si potrebbe proporre sgravi fiscali ad aziende che permettono l’ accesso dei sindacati nei consigli di amministrazione.

Si cita l’ esempio della Germania, dove una maggiore diffusione dei sindacati nei consigli di amministrazione, ha comunque permesso una maggiore partecipazione responsabile alle scelte aziendali anche difficili.

In Italia questo tema non e’ visto di buon occhio, soprattutto dagli imprenditori amche di piccole e medie dimensioni.

Ma il mondo sta cambiando ed il lavoro sta diventando sempre a maggior valore aggiunto.

Ed il valore aggiunto deve essere premiato.

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Cariche pubbliche – Incompatibilità

E’ necessario intervenire sulla compatibilità delle cariche pubbliche ed anche sulle cariche private.

Le cariche pubbliche devono essere assegnate, definendo con precisione i casi di incompatibilità.

A parte i casi di evidente sovrapposizione di cariche (Expo 2015, parlamento per citare un esempio) è necessario specificare con maggiore serietà tutte le incompatibilità.

Si citano per esempio:

la carica di parlamentare deve essere incompatibile con qualsiasi altra carica pubblica e privata. Inoltre con l’ esercizio delle professioni, per il periodo di elezione.

la carica di sindaco (sopra una certa dimensione) deve essere incompatibile con qualsiasi altra carica pubblica e privata, eccetto quelle istituzionali per mandato.

Di questi esempi se ne potrebbero fare molti.

Questo tema va sotto il generico tema del conflitto di interesse. Nelle cariche, nei contratti di consulenza, nella corporate governance.

Si cita per esempio l’ articolo della voce.info

http://www.lavoce.info/articoli/-categoria48/pagina1001610.html

La regolamentazione per le aziende quotate in borsa è opportuno che sia estesa anche per le cariche pubbliche.

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Governo

L’ attuale governo e parlamento sono stati eletti con regole democratiche e votazioni costituzionalmente garantite.

Nelle regole della democrazia questo significa che le scelte prese dal governo e dal parlamento sono espressione della volontà degli elettori.

E’ duro ricordarsi della democrazia quando vengono presi provvedimenti difficili da accettare ed orientati a risolvere problemi specificatamente personali.

Ma la forza della democrazia deve orientarci alle regole stesse della democrazia ed il fine non giustifica i mezzi in nessun modo.

Non capisco le opposizioni quando chiedono un governo tecnico. Non si arriva mai al nocciolo della questione.

L’ attuale governo è in carica perchè è stato legittimato dal voto di una maggioranza di persone.

Lo sforzo di un democratico deve essere spiegare a queste persone che esistono modi e leggi più importanti per assicurare all’ Italia, un avvenire più radioso.

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Sicurezza antincendio e primo soccorso

Si propone di portare alcue formazioni della sicurezza del lavoro sulla istruzione primaria o secondaria.

In caso di malore in azienda esiste l’ addetto al primo soccorso.

Ma se svengo altrove ?

Forse la mia condizione di persona e’ inferiore a quella di lavoratore.

O forse semplicemente il business della formazione aziendale e’ superiore a quello della formazione pubblica.

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Paghe

E’ necessario fare proposte sugli oneri impropri per le aziende.

In italia, solo il calcolo della paga di un dipendente costa circa dai 120 ai 400 euro all’ anno.

A questo si aggiunge una selva di obblighi burocratici che possono essere ridotti o disintermediati.

E’ un costo sottratto alla formazione, alla ricerca, agli investimenti.

Si propone una rivisitazione complessiva della materia.

La complicazione del tema e’ dato dagli aspetti fiscali vero impedimento alla semplificazione.

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Keynes

Nella recente crisi si e’ evidenziata la potenza del pensiero di keynes e contemporaneamente della sua debolezza. La crisi e’ stata parzialmente dominata, ma si e’ rivelata qualcosa di nuovo. La politica monetaria e’ uno degli aspetti di governo economico.

Credo che l’ attualita’ confermi che le intuizioni di keynes sono non solo corrette, ma addirittura innovative anche per l’ oggi.

Keynes si e’ fermato ad analizzare il tasso di sconto e la sua azione di supporto per il controllo dell’ economia.

La nostra idea e’ quella di utilizzare la modalita’ del controllo del tasso di sconto anche su altri parametri oggetti di misurazione.

Per esempio : il lavoro e’ un fattore scarso ? A questo punto si dovrebbe legare il sistema fiscale (per le aziende in questo caso) Alla capacita’ delle aziende di creare occupazione. Aziende a piu’ alta concentrazione di addetti dovrebbero essere fiscalmente incentivate, rispette ad aziende con piu’ alta concentrazione di capitale.

Il tutto con conteggio di parametri oggettivi e facilmente calcolabili. Personale addetto, inquinamento prodotto, indebitamento, ecc. Ecc..

Ugualmente, prodotti piu’ inquinanti potrebbero essere penalizzati sotto il profilo dell’ iva.
Un problema da analizzare e’ la dinamica del sistema. Il tasso di sconto da effetti immediati. Intervenire sui fattori di produzione non ha effetti immediati ed occorre analizzare come le variazioni possano incentivare le scelte dei consumatori e degli imprenditori, con azione anticiclica.

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