Programmi dei partiti. Contenuto Esterno.

Lo scopo di DeterminAzione è quello di evitare che le proposte politiche diventino puri slogan elettorali.

Una proposta interessante in questo ambito la riprendiamo dalla Voce.info

PROGRAMMI CERTIFICATI

Certificazione volontaria dei programmi: i partiti potrebbero sottoporre il proprio programma elettorale a una commissione di esperti per farne valutare le coperture economiche e gli effetti (ma è più discutibile, perché sono necessari modelli e ipotesi). Avviene sistematicamente in Olanda: alla vigilia delle elezioni i partiti, in una sfida di credibilità, sottopongono i propri programmi al Central Planning Bureau per farlo valutare in chiave comparata con quello degli avversari. Il Cpb dell’Aja produce un documento (qui il rapporto per le elezioni 2012) in cui i programmi di tutti i partiti sono valutati alla luce del loro impatto sul bilancio dello Stato, l’occupazione, il potere di acquisto delle famiglie, la salute, il costo delle case e perfino l’uso di automobili e trasporti pubblici. Le polemiche non sono escluse e forse la valutazione è fin troppo dettagliata (già le previsioni economiche standard su Pil e occupazione non sono sempre precise, addirittura il traffico pare molto ambizioso). In Italia potremmo accontentarci di cominciare da una verifica dei dati sulle finanze pubbliche e le tasse, i temi preferiti negli ultimi vent’anni di elezioni. Lo strumento di controllo non deve sostituirsi alla decisione  esprimendo preferenze e avvisi, ma semplicemente costringere le proposte a far i conti (nel senso letterale del termine) con la realtà.Qual è il costo di una proposta (abolire l’Imu per esempio)? Qual è l’introito di una nuova imposta (la patrimoniale, per esempio)? Quale l’impatto sul deficit e il debito? A queste domande potrebbe rispondere la commissione di certificazione che, in assenza di un ufficio comparabile a quello olandese, potrebbe essere costituita presso l’Istat (a patto di garantirne il finanziamento) o presso un altro organo da individuare. All’elettore toccherà poi decidere quale pacchetto di proposte preferire, avendo più chiari gli arbitraggi da fare (accettiamo un deficit più alto per pagare meno tasse o viceversa).

 

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