Rivedere la legislazione sul referendum. Contenuto esterno. Spunti di riflessione

Riprendiamo una proposta.

http://www.peragendamonti.it/proposals/368

che viene ulteriormente specificata in questo sito :

http://www.quorumzeropiudemocrazia.it/pagina-di-esempio/

Illustra nuovi metodi di democrazia diretta.

Alcuni sono assolutamente legittimi (per esempio il quorum 0 per i referendum), altri possono essere discussi ulteriormente.

Va inoltre definito quale è il costo complessivo della proposta. La democrazia diretta ha costi che vanno tenuti in considerazione.

Vorremmo però porre l’ accento su un punto :

Art. 69 – Indennità dei membri del Parlamento

L’attuale articolo 69 della Costituzione Italiana, stabilisce che l’indennità dei parlamentari sia stabilita per legge. Inoltre non viene menzionato l’importo degli eventuali trattamenti economici.

L’articolo 69 proposto, prevede che siano gli elettori, in fase di consultazione, ad indicare quanto percepiranno i parlamentari che li rappresenteranno, agganciando l’indennità ricevuta al reddito medio della popolazione italiana ed escludendo qualsiasi altra forma di retribuzione.

In pratica, il calcolo verrà eseguito con questa modalità:

  • viene determinato il reddito annuo medio pro capite dei cittadini italiani da un ente certificatore riconosciuto, che potrebbe essere l’Istat; ad esempio nel 2011 è stato di 22.000€ al 03/09/2011 – (fonte Il Sole 24 Ore – http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-09-03/acli-inflazione-mangia-redditi-110431.shtml?uuid=AasCDD1D)
  • al momento del voto, l’elettore avrà la possibilità di scegliere il moltiplicatore che, a suo giudizio, dovrà essere applicato al reddito pro capite;

  • al termine dello spoglio verrà eseguita una media di tutti i moltiplicatori indicati dagli elettori arrotondato al primo decimale; supponiamo si ottenga il valore di 3,456; il moltiplicatore calcolato sarà 3,5;

  • l’indennità percepita da ogni singolo parlamentare sarà così calcolata nel nostro esempio: 22.000€ x 3,5 = 77.000

Rappresentare gli elettori torna ad essere un servizio alla collettività e non l’acquisizione di privilegi.

Non condividiamo la proposta. Naturalmente questa proposta tenderebbe a raggiungere moltiplicatori bassi, a scapito della qualità dei candidati.

Un elemento è però molto positivo. Riteniamo che la parametrizzazione delle retribuzioni della classe politica (come pure di altre cariche non elettive) dovrebbe essere fatta tenendo conto di parametri medi generali di reddito, mediata inoltre da confronti con altre realtà Europee.

Questo sarebbe uno stimolo ulteriore anche contro l’ emersione della evasione fiscale.

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